Tuesday, 4 December 2012

Idiosincrasie su due ruote

Accennavo in questo post a taluni comportamenti ciclistici questionabili, ma che si verificano spessissimo a Copenhagen - nonostante debba dire, sono finalmente stato ad Amsterdam e non mi dovrei lamentare dei ciclisti danesi. Gli olandesi su una bici semplicemente impazziscono e l'Onu dovrebbe bandire queste armi di distruzione di massa al più presto.
Oggi pedalavo, tanto per cambiare, sull'affollatissima pista ciclabile che corre lungo l'Andersen Boulevard e mentre scansavo turisti a piedi, ciclisti più lenti e venivo a mia volta superato da dei jet a reazione montati su una bicicletta ero invero piuttosto incline all'irritabilità, dati anche gli umidicci zero gradi di temperatura e i cristalli di ghiaccio misti ad acqua che i metereologi spacciano per neve che mi sferzavano la faccia. Riflettevo che, esattamente come quando guido sulla tangenziale sud a Brescia, sulle piste ciclabili danesi alcuni comportamenti dei miei compagni di strada mi mandano in bestia. Ecco la rapida top 3 che ho maturato nella pedalata di oggi.

Bronzo
Le coppiette di turisti con le biciclette a noleggio. Riconoscibili dal passo placido, dal fatto che la bicicletta non è per nulla della loro misura e quindi arrivano a malapena ai pedali o più spesso stanno appollaiati come su un triciclo per bambini, ma soprattutto dal fatto che procedono sempre e immancabilmente affiancati, occupando l'intera pista ciclabile, in deliziosa conversazione circa le severe ma affascinanti meraviglie architettoniche che li circondano e dimentichi delle orde di ciclisti scampanellanti alle loro spalle che di quelle meraviglie hanno già pieno il cuore e anelano invece alla loro destinazione per asciugarsi e bere un caffè caldo.

Argento
Il non segnalare la svolta o il volersi fermare. Le piste sono strette e affollate anzichenò e tale comportamento può causare un disastro. Oggi una ragazza che pedalava di fronte a me ha improvvisamente deciso che sul marciapiede c'era qualche cosa di interessantissimo e ha ben pensato di fermarsi ad osservarlo senza alzare prima il braccio, come invece è necessario fare da queste parti per evitare una morte orribile. Sfrecciandole accanto ed evitandola per un capello, non ho potuto nemmeno voltarmi e scatenare un insulto liberatore perché troppo impegnato ad accertarmi di non travolgere il ciclista alla mia sinistra che nel frattempo mi stava a sua volta superando.

Oro
L'offesa capitale è perpetrata spessissimo da alcuni ciclisti a prima vista insospettabili. Dal passo placido e regolare, senza un'anagrafica precisa -possono essere giovani, di mezz'età o vecchi di entrambi i sessi- procedono con calma, senza sbandare. Tu semplicemente ti accerti che non sopraggiunga nessuno più veloce di te (le piste ciclabili di solito sono larghe a sufficienza per due biciclette affiancate, non tre), li sorpassi, e vai per la tua strada insieme agli altri felici ciclisti che prima e dopo di te fanno lo stesso. Il delitto avviene al primo semaforo rosso. Tu, come tutti gli altri, freni e ti fermi in coda sulla pista. Loro no. Loro, con il loro passo placidissimo, ti raggiungono, superano l'intera fila di biciclette ferme e vi si piantano davanti, solitamente sulle strisce pedonali (il che annoia visibilmente i pedoni, ma nessun danese se ne lamenterà mai) o anche più avanti, come se si fossero d'un tratto ricordati di un impegno urgente e quel semaforo rosso gli stesse facendo perdere secondi preziosissimi. Quando poi il semaforo diventa verde, questi ripartono con lo stesso identico passo di prima o anche più piano, mentre l'intera coda di biciclette deve nuovamente dannarsi a superarli, uno alla volta, cercando di non scontrarsi l'uno con l'altro, mentre ognuno augura a questa versione imbastardita dei vecchi col cappello in macchina di bucare, di scivolare sul ghiaccio, che gli rompano il lucchetto e gli rubino la bicicletta, o almeno la ruota anteriore, o semplicemente che pedalino eternamente con la pioggia e il vento contro - il che da queste parti non è affatto impossibile.

Thursday, 20 September 2012

Impressioni di settembre

Punto primo: mi laureo! Venerdí prossimo. L´avventura nel sistema scolastico scandinavo sta per finire.
Punto secondo: il nostro gioco di tesi spacca di brutto. Lo trovate qui, insieme alla tesi stessa: Machineers.
Punto terzo: non parlo di cagate danesi in generale da tempo, quindi sparo una vera chicca: la pubblicitá degli autobus (attivate i sottotitoli in inglese).


Che popolo assurdo.

Tra parentesi, ho giá tirato fuori i maglioni!
Oh dimenticavo: punto quarto. Ho iniziato a scrivere regolarmente sul sito della War Inc. Community, sotto lo pseudonimo di Korsaat. Cosí come passatempo, ma mi piace molto.

Ci vediamo presto, Italia!

Thursday, 7 June 2012

Su STEAM.

Sono stanchissimo. In questi giorni ho calcato la mano, non sono nato per fare così tante cose insieme. Ma ora sono felice, e se avrete un attimo di pazienza vi spiegherò il perché.
Non ho mai parlato del mio semestre scorso al DADIU, se non un rapido cenno ai motivi che mi hanno spinto ad applicarmi al programma. Sì, abbiamo fatto un gioco. Sì, è fighissimo. Sì, ha un sito web: http://blackwellgame.com/

Sì, abbiamo vinto l'Intel Level Up 2011. Game of the Year e miglior Adventure/Roleplay. Si, siamo finiti su STEAM come demo.

Sì, sì, sì porca miseria .

Ho passato le ultime due settimane a fare il project manager a tempo pieno, com'era giusto che fosse. Ho l'inbox intasata di mail da Intel e Valve. Abbiamo avuto un miliardo di problemi dell'ultimo minuto. Prima scopriamo che la soundtrack del trailer è sotto copyright, non free come credevamo. Il contratto con Valve da firmare, dopo aver capito cosa significano quelle venti pagine di agreement in inglese burocratico stretto. Poi scopriamo che dobbiamo cambiare nome, da Blackwell a Blackwell's Asylum, per non rischiare che il creatore di una serie di giochi di avventura chiamati appunto The Blackwell Legacy ci denunci. Trailer da rifare. Menu da rifare, box art da rifare. Nuova build del gioco da fare. Mandare gli asset e i contratti per tempo. Tutto in dieci giorni.

Tutto fatto.
Ieri eravamo all'E3, la fottuta E3, non so se mi spiego. Premiati da Intel come demo dell'anno.

Io non c'ero. Dannato passaporto scaduto, percorsi burocratici troppo lunghi per rinnovarlo, tesi e lavoro part-time. Troppi soldi, troppo stress. Volevo andare, davvero avrei voluto essere là. Io non ce l'ho fatta, ma tre ragazzi del team sì. Troppo bello oggi vedere una loro foto all'E3 mentre reggono il nostro premio, le facce stanche dal jet-lag ma felici.

E' tutto ancora più importante per me, visto che papà è mancato proprio mentre lavoravo a questo progetto. Novembre 2011, esattamente a metà sviluppo. Sono tornato a casa per due settimane, com'era giusto che fosse. Sono tornato a Copenhagen con i pezzi ancora da raccogliere, cercando di riprendere il passo con la produzione. Le litigate all'interno del team, le notti in bianco a lavorare. Chiedendomi sempre se ne fosse valsa la pena, quando ho deciso di mollare tutto e venire qui.

Ancora non ho la risposta, e forse non l'avrò mai, ma non importa, oggi sono troppo contento.

Mi ero ripromesso di non bloggare mai più come un quindicenne, ma che ci posso fare. Sarà l'adolescenza lunga, come la chiama qualcuno.

Enjoy.

Thursday, 10 May 2012

Sai di essere in Danimarca quando...

Mea culpa per non averci pensato prima. Oggi sono incappato su un link interessante intitolato "you know you have been in Denmark too long when...". L'elenco è tanto esilarante quanto vero, perciò lo prenderò a spunto per compilare una lista di  verità che ho imparato vivendo qui. Ci tengo a precisare che ogni affermazione che segue è fedele ai fatti e radicata nell'esperienza.
  • Non esiste "piove troppo forte" o "fa troppo freddo" per uscire. Dipende tutto dal vestiario che indossi.
  • Esistono almeno sedici tipi di precipitazioni atmosferiche, dalle minuscole gocce in sospensione alla tempesta di neve, passando da "muro d'acqua" e grandine. Questi fenomeni possono alternarsi in qualunque ordine e in qualunque momento.
  • In mancanza della dote di poter aprire una bottiglia di birra con un oggetto qualunque, un cavatappi è un accessorio indispensabile.
  • Entrando in un qualunque ufficio pubblico, farmacia o dovunque sia prevista una coda, la priorità numero uno è trovare il distributore di numeri per la coda. Probabilmente ci sarà una seconda coda davanti al suddetto apparato.
  • Se uno sconosciuto ti sorride per strada, o è ubriaco, o è straniero, o è pazzo, o tutto quanto insieme.
  • Un party può benissimo cominciare alle due del pomeriggio.
  • Da maggio a settembre, un raggio di sole significa grigliata al parco in maglietta, a prescindere dalla temperatura.
  • "Cosa fai stasera" è un'affermazione inaccettabile, a meno che non sia rivolta ad un amico strettissimo. "Una birra venerdì tra due settimane?" è una richiesta più ragionevole.
  • Cena tra amici = candele, anche a luglio.
  • Carslberg e Tuborg sono le uniche marche di birra. Tutte le birre straniere vengono importate su una nave d'oro dalle vele di seta, un percredì al mese, e vengono vendute di conseguenza ad un prezzo che possa coprire tale spesa.
  • Se ad un certo punto della serata qualcuno inizia ad offrire un giro di Fisk o Gammel Dansk, l'unica speranza di non svegliarsi il giorno dopo al calare del sole con un mal di testa assurdo è fuggire senza voltarsi.
  • Per fare un sandwich non servono due fette di pane, basta quella di sotto. Anzi, viene meglio.
E in particolar modo per quanto riguarda il traffico sulle due ruote:
  • Un lettore MP3 è indispensabile mentre si viaggia in bicicletta. Se non ce l'hai verrai multato. Indossando cuffie particolarmente vistose e ingombranti si possono ottenere sconti nei vari bike shop.
  • Immettendosi nella pista ciclabile, guarda fisso negli occhi i ciclisti che sopraggiungono, poi immettiti comunque. Sono grandi abbastanza da evitarti, e i freni li hanno inventati per un motivo.
  • Giallo al semaforo non è un segnale, è una sfida.
  • Rosso al semaforo significa fermati solo e soltanto se il numero di automobili che sopraggiungono non ti permette di attraversare l'incrocio e vivere per raccontarlo.
  • Hai il diritto di rompere lo specchietto di qualsiasi autovettura parcheggiata anche parzialmente sulla pista ciclabile.
  • Sfoga le tue frustrazioni sui pedoni che inavvertitamente camminano sulla pista ciclabile o accennano incautamente l'attraversamento senza aver prima accertato che non sopraggiunga nessun missile su due ruote.

Thursday, 19 April 2012

Se il capro espiatorio è peggiore del male

Oggi CNN titolava "Admitted Norway killer Breivik says he trained on video games". Ansa rilancia prontamente con "Breivik: strage preparata con videogiochi". Non oso immaginare cosa apparirà domattina sulle colonne de l'Avvenire.

Non è solamente la superficialità dell'informazione che mi inquieta, quanto ciò che sembra essere una precisa volontà di cavalcare una tensione mai risolta, un eterno dibattito.

E' inquietante come CNN parli di ciò che Breivik ha detto a proposito di videogames nei primi 3 paragrafi dei 34 che compongono l'articolo, eppure siano sufficienti a titolarlo.

E' profondamente inquietante che un'agenzia di stampa nazionale possa riportare una frase come "esercitandosi al tiro per un anno con videogiochi di guerra", sorvolando tranquillamente su come Breivik abbia speso una enorme quantità di tempo facendo pratica al poligono con le armi poi usate per il massacro.

Perché sembra che i videogames abbiano questo mistico potere. L'azione di puntare e cliccare un mouse cambia una serie di numeri dentro un calcolatore, lo schermo mostra uno spruzzo rosso, un modello poligonale riproduce l'animazione di un uomo che muore. Ripetendo l'azione più e più volte si impara a sparare.

E' inquietante la grande differenza con cui le affermazioni di quest'uomo sono recepite e soppesate. Quando parla di come si sia confezionato una divisa da templare, di come le sue azioni meriterebbero una medaglia per aver contribuito a salvare la Norvegia dal multiculturalismo, deliranti. Nell'esatto momento in cui vengono chiamati in causa i videogames, vengono improvvisamente prese sul serio.

E' inquietante non vi sia alcuna traccia delle parole che lo stesso Breivik ha detto riferendosi a quel periodo della sua vita, tra il 2006 e il 2007, quando giocava ininterrottamente a World of Warcraft. "Era puro intrattenimento. Non ha nulla a che fare con il 22 luglio". E di come parli di quell'anno come un "anno sabbatico", in cui semplicemente fece ciò che gli andava di fare, prima di intraprendere un'azione potenzialmente suicida.

E' profondamente inquietante che noi, fruitori e creatori di videogames, appassionati, cresciuti a pane e controller, persone incredibilmente normali accomunate da una semplice passione, lasciamo che da anni si faccia questo genere di scempio senza indignarci.

Friday, 3 February 2012

Acclimatarsi

Rapido aggiornamento di ciò che di bello accade a Copenhagen e di ciò che invece... così così. Banale scusa per lamentarsi del clima.
Thumbs up.
- Copenhagen Winter Jazz Festival, se avessi il coraggio di affrontare il gelo.
- Nordic Game Jam, e il secondo posto nella board game track acchiappato quest'anno!
- Pancake, succo d'arancia e æbleskiver.
- La catena della bicicletta oliata di fresco.
Thumbs down.
- In questo istante ci sono -8 gradi e un vento che taglia.
- Conseguenza, mi tappo in casa e spendo un ridicolo ammontare di ore giocando a Skyrim.

Devo comprare burro, uova e dentifricio. Ma fa davvero troppo freddo.

Monday, 12 December 2011

Cara Brescia, mi manchi.

Cara Brescia, mi manchi. Ormai vivo a Copenhagen da qualche tempo e qui sto bene, ma mi manchi sempre. Oggi pensavo a te quando ho letto questo articolo. Mi piacerebbe che lo leggessi anche tu. Mi piacerebbe che capissi che c'è una soluzione più semplice al sognare l'auto elettrica e poi fare la tessera della palestra. Mi piacerebbe un giorno tornare e vedere la città piena di biciclette, come vedo qui, invece che ingolfata di macchine ferme ai semafori. Mi piacerebbe uscire di casa e saltare in sella alla bici, sia che debba andare al lavoro sia che debba andare in centro a bere qualcosa con gli amici, come faccio qui.

Quando ho letto dell'ordinanza che prevede la rimozione della bicicletta se non parcheggiata nelle apposite rastrelliere, mi è venuto da ridere. Sono andato alla stazione di Nørreport, e questo è quello che ho visto. Eppure qui non si lamenta nessuno, o almeno nessuno si sogna di andare a portare via le biciclette altrui perché sono legate a un palo o ad un albero. Anche se qui c'è una rastrelliera ogni 10 metri.



Poi leggendo qui ho scoperto che Sevilla ha costruito 120km di ciclabili in tre anni. A Sevilla spesso fa molto caldo, a Copenhagen spesso fa molto freddo, ma la bicicletta la usano lo stesso.

Fammi un favore. Sono stanco di tornare e respirare smog, sono stanco di trovarmi bloccato nel traffico ogni volta che mi serve qualcosa in città. Certo, io abito un po' fuori. Da casa mia a via Milano sono 10 km, un po' tanti da fare andata e ritorno ogni giorno. Ma sai, per due mesi qua ho lavorato in un ufficio distante 7km, e non mi pesava poi troppo pedalarli. Potrei anche farcela. Ma la verità è, quando sono a casa sono abituato a prendere la macchina anche solo per girare in paese. Sinceramente, ci sono strade che ho paura a percorrere in bicicletta, specialmente col buio. Una volta presa questa scusa è facile giustificarsi, fare il lazzarone e saltare in macchina come fanno tutti. Poi giù a lamentarsi per il caro benzina. Mi piacerebbe non avere più scuse, né io né nessun altro, per tirare fuori questa benedetta bici ogni volta che devo fare meno di un paio di kilometri. Mi piacerebbe viaggiare sulla mia corsia ed avere il mio semaforo ad ogni incrocio, come qui, con gli automobilisti che prima di svoltare aspettano che tutto il treno di biciclette sia passato. Loro sono al caldo, nel loro abitacolo. Sono privilegiati, e lo sanno bene, perché un'automobile a Copenhagen è quasi un lusso. A Brescia, invece, il lusso è trovare parcheggio.

A presto, cara Brescia.

Monday, 24 October 2011

Di biciclette e altri diabolici marchingegni

Titolo dei quotidiani nazionali: oggi un'automobilista danese mi ha fatto il dito medio!!!
O.o

L'apostrofo è intenzionale: trattasi infatti di una signora di mezz'età, ovviamente bionda, su una vecchia ford verde, che non ho meglio inquadrato perché troppo impegnato a riprendermi dalla sorpresa.

Stavo tranquillamente tornando dal supermercato sulla mia bicicletta - ebbene sì, ho infine effettuato l'acquisto. Ah, apriamo subito una parentesi.

Tattica comune per lo studente medio squattrinato è cercare una bicicletta mezza sfasciata lasciata abbandonata a marcire da qualche parte, magari incidentata o con le gomme a terra (e credetemi, la città ne è piena) e cercare di riattarla in qualche modo. Bé, lasciando perdere il catorcio di cui parlai qui, ne trovai un'altra qualche tempo fa, in condizioni più che decenti: cambio funzionante, freni, sellino decente, leggera e dal telaio apparentemente robusto. Unici problemi, entrambe le gomme a terra, e la catena rotta. Dopo aver bestemmiato per un buon fine settimana cercando di aprire la catena di un'altra bicicletta in disuso appartenente al mio coinquilino, appurato che occorre un apposito marchingeno per compiere tale operazione, il lunedì mi recai di buonumore in uno delle centinaia di bike shop in giro per la città.

Bé, sentite un po'. Catena nuova più pneumatici per riattare un catorcio, 500 corone. Bici di seconda mano,, fiammante, 800. C'è un ottimo motivo per il quale la gente molla la bici per strada non appena si rompe qualcosa!

Ah, dato che siamo in tema consigli per gli acquisti, serve un lucchetto: ma non parlo di una catenina del cazzo qualsiasi, prendetene uno robusto! Tempo tre settimane e il mio giace distrutto sulla scrivania, vittima di un tentativo di taglio e della distruzione della serratura (che fortunatamente sono riuscito ad aprire con la chiave, sennò sai le bestemmie). Diciamo che dalle 250 corone in su dovreste stare tranquilli. Sì, sono trenta euro di lucchetto, ma sono soldi ben spesi.

E le luci. Sappiate che se vi beccano in giro la sera senza luci vi multano, (a meno che non siate tedesche biondissime dal sorriso smagliante come una mia compagna di corso che se l'è cavata dicendo di essere straniera). Nei supermercati e nei bike shop troverete questo genere di luci, veramente a buon mercato.

Bé, sfanculatele! In un mese ne ho comprati due paia, e ad ora e funziona una su quattro (in realtà il secondo paio me lo sono fatto dare, perché il primo ha smesso di funzionare dopo DUE giorni DUE). Spendete un po' di più, magari andate sui modelli con le pile stilo (che sono anche più facili da cambiare).

Bé, chiusa la lunghissima parentesi. Mi sono quasi dimenticato cosa stavo per dire. Scroll scroll. Ah già, il dito medio. Bé, ero sulla mia brava pista ciclabile, pensando ai fatti miei. Arrivo ad un incrocio, quasi non mi accorgo nemmeno della macchina verde che vuole svoltare a destra e si ferma nel caso io voglia procedere dritto. Bé, segnalo la svolta a destra, e viaggio. Dopo almeno trenta secondi questa bionda signora mi sorpassa strombazzando, sventolando rabbiosamente il dito medio con espressione indignata. Roba forte, veramente punk. Anarchy in the UK. Non so se ridere per ripresa ridicola del mezzo, per il tono comico della scena in generale, o perché pare che finalmente ho avuto la prova che l'ora di punta è stressante anche per la gente di qui! Insomma, lezione del giorno, segnalare in anticipo e con ampi gesti la direzione mentre si viaggia in bicicletta.

Parentesi due, il trasloco è andato molto bene, mi trovo al settimo piano di un dormitorio in una stanza di circa 15mq con un bagno tutto mio e una vista niente male :)

Monday, 29 August 2011

Welcome back!

Dopo un'estate passata a casa, sono rientrato nella terra nordica della pioggia eterna. Venerdì scorso ho festeggiato con molto piacere un anno dalla mia partenza. L'avventura prosegue tra entusiasmo e incertezze, con molte spade di Damocle che pendono sopra la testa. Un trasloco imminente in primis. L'inizio della preparazione della tesi in secondo luogo, complicata dal fatto che questo semestre non frequenterò la mia università ma sarò parte del progetto DADIU, come accennavo in questo post.

Per il resto, tra un lavoretto in fast-food e un po' di gaming, l'estate è passata bene. La nullafacenza estiva ha inoltre partorito un mio sito web personale, in cui scrivo qualche blabbla a proposito di gaming e mostro un po' di portfolio.

Spero di poter mostrare un gioco fantastico al termine di questo semestre, e di schiarirmi le idee per la tesi di laurea che al momento mi appare come un gigantesco buco nero.

Wednesday, 8 June 2011

Jeg vil gerne have en øl

Jeg havde min Dansk exam I dag. IA sprog modul 1. Jeg er godt tilfreds! Jeg kan tale lidt dansk nu. Men det er hård!

Tutti gli stranieri hanno due anni di tempo per frequentare gratis i corsi di lingua. Nonostante il danese sia la lingua ufficiale dell'Inferno, è incredibile cosa si può imparare in giusto 3 mesi. E' ancora impossibile parlare con la gente in giro, ma comincio a capire qualcosina di quello che dicono. Oggi mi sento un po' meno straniero. :D

Friday, 20 May 2011

Cosa bolle in pentola

Dato che ormai la deadline è passata, ho raggruppato i trailer di tutti i team per mostrarei frutti delle nostre fatiche per il corso di GameDevelopmen.

Ovviamente partiamo con il mio gruppo, Rabid Baboon Productions. Presentiamo con un certo orgoglio The Great Eggscape, o Chick Guevara - Lead the chicken revolution! (a quanto pare abbiamo un duplice titolo), il nostro progetto UDK.



Da Tnat Cylinder Game Company arriva R.E.D., con il suo carico di cilindri esplosivi a una soundtrack fighissima a dir poco. Creato in Unity.



GeekyGames presenta Fallen Sky, un altro gruppo di eroi che ha deciso di non farsi intimorire e usare UDK.



E' il turno di Arcade Arena e il loro Arcane Arena. UT3, now with magic missiles.



I musicisti pazzi di Composerology presentano Octave, in Unity.



KillahBeez presenta O.A.T.A - One Ant Tactical Army, in Unity.



I campioni di sfiga StereoNoid, che sono incredibilmente riusciti a completare il loro Imp and I nonostante la defezione di due membri del gruppo su sei. Unity.



E infine il progetto con il nome più assurdo. Jacques Robeau, the true story of a robot lost at sea, progetto Unity da OFP.



Manca all'appello il trailer di GunDeck Games per il loro Astro Pirates, ed è un peccato perché è un progetto Unity molto interessante. Posterò se e quando i ragazzi lo caricheranno su YouTube. *Update: Eccolo!




Ovviamente aggiungerò anche i link agli installer, se mai dovessero essere pubblicati. Nel frattempo, enjoy!

Tuesday, 10 May 2011

La mascotte che non ti aspetti

Ormai me lo sogno anche di notte, tanto è popolare da queste parti. Quale pensate possa essere l'animale nazionale di Danimarca?
Il salmone? Nah, quello è tutto in Norvegia.
Il tricheco delle Svalbard? Mah, forse sarebbe meglio.
Il maiale? Beh, è una buona risposta, considerato che la Danimarca è il paese con il più alto tasso di maiali pro capite al mondo. Ma non è del maiale che voglio parlare.

La risposta esatta è:




E' lui, l'animaletto più simpatico e spensierato del pianeta! (Grazie Anchel per la foto del tipico ragnetto danese!) Vive e prospera in ogni condizione e, non appena sbuca un raggio di sole in terra scandinava, lui mette fuori testolina e zampine e parte alla conquista del mondo! In particolare di casa nostra, dato che per un certo periodo ne ammazzavo almeno uno al giorno! Ora sembra che in qualche modo siamo giunti ad un armistizio, anche se non ho preso parte ad alcuna contrattazione ufficiale... sospetto che le perdite subite dallo spider-battaglione per mano mia abbiano spinto qualche alto grado della scala militare a prendere provvedimenti unilaterali... ma non mi fido di queste bestie, sono troppo dannatamente scaltre. Dicevo all'inizio del post, stanotte ho sognato di trovare un ragno GIGANTESCO penzolare beato sopra il tavolo della cucina. Sospetto che sia una strategia alla Inception ideata dai ragni di casa mia. O forse è semplicemente perché sabato scorso non ho avuto il coraggio di ammazzarne uno che era davvero troppo fottutamente grosso, e l'ho codardamente eliminato con l'aspirapolvere.

Thursday, 28 April 2011

Always bet on D...amn it.

Doppio post, cosa del tutto inusuale! Ma durante le vacanze pasquali ho dovuto rivedere e correggere tutto ciò che ho scritto per Games and Journalism, quindi ho pensato di pubblicare qualcosa, ora che non me ne vergogno più di tanto. Trattasi di bla-bla su Duke Nukem e relativo rinvio. Magari volete anche rileggervi l'articolo su BUTTON, che ora sembra un articolo e non un'accozzaglia di frasi a caso. Enjoy!


Hail to the king, baby! Just... not yet.

A new chapter for the longest epopee of video game history. Another delay and a petition by women's rights activists stand in the way of Duke Nukem.

Many players still don't believe it. And who can blame them. Almost 14 years have passed since Duke Nukem Forever was first announced in 1997 by 3D Realms. Since then, this game collected 7 Vaporware Awards from Wired News, shattering all records for the most delayed videogame in history. The good news we already knew: it's finally coming. The bad one: not yet. Yes, the game has been officially delayed. Again. The long awaited return of the Duke won't be May 6, but June 10 – and four days later for North America.

Short version for those who lived on Mars. After 3D Realms finally ran out of funds and shut down in 2009, everyone thought it was the end of the line. But a tiny group of former 3D Realms employees refused to let the Duke fall into oblivion. They founded Triptych Games and kept working on the project. Then, colossus named Gearbox (Half-Life, Halo, and Borderlands should ring a bell about this name) stepped in. The game, re-announced last year, was originally going to hit the shelves in May. Then, the announcement by Gearbox head Randy Pitchford. The video is meant to be funny, but I bet many people didn't laugh, if not out of frustration. Or disbelief.

Meanwhile, Gearbox is being smart as hell handling - and feeding - the hype. Nothing playable for the public so far: a “First Access” pass to the demo can be obtained by purchasing Borderlands. But from the preview shown at PAX last year we already know it will be the same vulgar old Duke. Showers of lead and an overdose of machismo. Especially the latter. The game isn't even released yet and already came under fire: a multiplayer mode called “Capture The Babe” has in fact been announced by Pitchford on the official XBox magazine US of April. According to the descriptions, it's a capture-the-flag variation with the only difference that players will be kidnapping a girl around, gently slapping her buttocks eventually when she “freaks out”. Reactions came instantly: women's rights activist Shelby Knox already collected over 7000 signs on her petition aiming to prevent Wallmart from selling the game until this mode is removed.

Well, what would you expect. In Duke Nukem 3D (1996), the player could pay strippers to see their pixelated boobies, then shoot them to see dollar notes flying around. There's two things this brand is good at: getting delayed and cause outrage. Nothing new under the sun; it's just another scene in this long drama. Let's hope the ending credits will be on the screen pretty soon because, honestly, this movie is starting to get dull.


Åbent Hus

Punto degli ultimi due giorni, dedicato ai miei ex-colleghi che hanno affermato di leggere quello che scrivo qui! In ogni caso, sono anche abbastanza cotto e non ho la minima voglia di mettermi a programmare/scrivere articoli/fare checchessia alle dieci di sera, perciò è un'ottima scusa.

Ieri volo di ritorno alle 8.45 di mattina, che significa partenza da Brescia per Malpensa alle 6, che significa sveglia alle 5 ma soprattutto ora di punta sulla A4. Che significa bestemmie. Atterrato in Scadinavia, giusto il tempo di una doccia e di mangiare qualcosa prima di muoversi verso l'università e lavorare sul progetto di game development. Oggi infatti era il play day, ossia una giornata "ufficiale" di playtesting. Ovviamente siamo indietrissimo. A metà della sessione ho dovuto mollare per la lezione di games and journalism. A metà della lezione di journalism ho dovuto mollare per via dell'open house (Åbent Hus), l'evento "università aperta al pubblico". Ebbene sì, a rappresentare il Master in Games c'ero io, insieme ad un collega danese di un anno più avanti. Entrambi indossando la stupenda divisa ufficiale, che è l'unico vero motivo per cui sto scrivendo questo post.



Finalmente stasera posso tirare il fiato.

Thursday, 14 April 2011

Ciao mamma, sono in TV!

Cioè, non esattamente in TV. Ma un mio (breve) articolo è sul sito della DR, che è la radio/televisione nazionale - un po' la RAI di Danimarca. Rivisto e tradotto dal docente di Games and Journalism, ma c'è pur sempre il mio nome sopra (scritto sbagliato, ovviamente). Eccolo qua.
Broken Dimensions

Il DADIU è una collaborazione tra un numero di università e scuole danesi in giro per la nazione, che fornisce un corso intensivo di un semestre sul game-making. Gli studenti vengono suddivisi in gruppi, assumono ruoli specifici, e avviano alcuni progetti, tra cui IL progetto finale - lo sviluppo di un videogame in un team di 12-15 persone in 1 mese e mezzo. Per il corso di game journalism abbiamo intervistato alcuni membri di questi gruppi per poi scrivere un articolo a proposito del progetto in questione. Broken Dimension è il gioco del gruppo che ho intervistato. Personalmente, l'ho trovato fighissimo, provatelo. Ma non solo questo, tutti i giochi usciti quest'anno dal DADIU sono di una qualità impressionante. Li trovate qui:
DADIU games 2011

In particolare mi sento di consigliare 1916 – Der unbekannte Krieg (prima guerra mondiale e dinosauri nelle trincee, distillato di genialità) e Blendimals (un puzzle-game divertente e dal look spensierato, una piccola gemma nella sua semplicità).

In ogni caso, impressionato dai risultati, ho deciso di entrare nel processo di selezione per il prossimo semestre. E mi hanno preso. Sarò Project Manager, e a Dicembre vedrete il mio nome in coda ad uno di questi giochi fighissimi. :D