Tuesday, 16 November 2010

Gli estremisti dell'indie

Oggi abbiamo avuto un'ospite interessante, Celia Pearce. Un'altra ottima occasione di contatto con il mondo dell'indie gaming, un'altra discreta collezione di giochi da provare: questa pagina, soggetto della discussione di stamani, è una discreta miniera. Ma come in tutte le miniere va esplorata a fondo, e bisogna filtrare lo scarto. Già, perché c'è qualcosa del discorso di Celia di oggi che proprio non mi ha convinto, e che vedo riflesso in molti di questi giochi. E' questa ricerca spasmodica dell'alternativa, una ricerca che procede annaspando nel buio, a tentativi - si tratta pur sempre di un campo di studi decisamente giovane, accademicamente parlando - e che talvolta produce risultati che, purtroppo, riflettono in tutto e per tutto il metodo dal quale sono partoriti.

E' vero, spesso e volentieri ci ritroviamo a giocare a titoli che non portano nulla di nuovo, se non la patina. Quante volte abbiamo giocato Half Life, anche se sulla scatola del gioco c'era un nome diverso e non ci trovavamo a Black Mesa? Ma avrei una domanda: chi ha deciso che questo è sbagliato?
Non solo. Fare innovazione non è semplice come sembra. Porto due esempi.
Auditorium è il primo. L'impatto per me è stato notevole, ma dopo aver giocato qualche livello ci si accorge che... bé, non è nulla di nuovo. E' un puzzle, ed è del tutto simile ad un altro gioco che ora non riesco a ricordare, in cui l'obiettivo era estrarre gas da alcuni pianeti sparandolo verso certi collettori usando vortici gravitazionali. Il fatto che la canzone si componga dinamicamente? Non è una meccanica. Si può giocare ad Auditorium anche con le casse spente.
B.U.T.T.O.N. è il secondo. Ora, quando vedono il video sulla pagina di presentazione del gioco, tutti ridono. Io rimango perplesso, non capisco. Questi ragazzi hanno coraggio da vendere: vogliono spostare il centro dell'attenzione dalla macchina ai giocatori. Lodevole. Ma allora, perché diavolo usare una macchina? Abbiamo davvero bisogno di tutti quei cavi e controller per giocare a twister? La console la possiamo anche spegnere, di tanto in tanto.

Etichettando come frutto dell'innocenza una frase che mi ha fatto accapponare la pelle ("Io non ho trovato Quake divertente. Chi ha deciso che Quake è divertente? Perché il mercato deve imporci cos'è divertente?"), la provocazione che Celia ha lanciato mi ha dato da pensare. E anche se Quake è stato ben lungi dall'essere imposto, in fondo sono d'accordo. Ciò che è divertente per me può non esserlo per qualcun altro. Quindi può darsi che BUTTON sia un gioco meraviglioso, e tutto quanto ho scritto sopra sia spazzatura. Perciò forse è meglio che interrompa questo flusso di coscienza e me ne vada a dormire, e a meditarci un po' su. Notte a tutti.

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