Thursday, 19 April 2012

Se il capro espiatorio è peggiore del male

Oggi CNN titolava "Admitted Norway killer Breivik says he trained on video games". Ansa rilancia prontamente con "Breivik: strage preparata con videogiochi". Non oso immaginare cosa apparirà domattina sulle colonne de l'Avvenire.

Non è solamente la superficialità dell'informazione che mi inquieta, quanto ciò che sembra essere una precisa volontà di cavalcare una tensione mai risolta, un eterno dibattito.

E' inquietante come CNN parli di ciò che Breivik ha detto a proposito di videogames nei primi 3 paragrafi dei 34 che compongono l'articolo, eppure siano sufficienti a titolarlo.

E' profondamente inquietante che un'agenzia di stampa nazionale possa riportare una frase come "esercitandosi al tiro per un anno con videogiochi di guerra", sorvolando tranquillamente su come Breivik abbia speso una enorme quantità di tempo facendo pratica al poligono con le armi poi usate per il massacro.

Perché sembra che i videogames abbiano questo mistico potere. L'azione di puntare e cliccare un mouse cambia una serie di numeri dentro un calcolatore, lo schermo mostra uno spruzzo rosso, un modello poligonale riproduce l'animazione di un uomo che muore. Ripetendo l'azione più e più volte si impara a sparare.

E' inquietante la grande differenza con cui le affermazioni di quest'uomo sono recepite e soppesate. Quando parla di come si sia confezionato una divisa da templare, di come le sue azioni meriterebbero una medaglia per aver contribuito a salvare la Norvegia dal multiculturalismo, deliranti. Nell'esatto momento in cui vengono chiamati in causa i videogames, vengono improvvisamente prese sul serio.

E' inquietante non vi sia alcuna traccia delle parole che lo stesso Breivik ha detto riferendosi a quel periodo della sua vita, tra il 2006 e il 2007, quando giocava ininterrottamente a World of Warcraft. "Era puro intrattenimento. Non ha nulla a che fare con il 22 luglio". E di come parli di quell'anno come un "anno sabbatico", in cui semplicemente fece ciò che gli andava di fare, prima di intraprendere un'azione potenzialmente suicida.

E' profondamente inquietante che noi, fruitori e creatori di videogames, appassionati, cresciuti a pane e controller, persone incredibilmente normali accomunate da una semplice passione, lasciamo che da anni si faccia questo genere di scempio senza indignarci.