Ok, credo di avere 3 utilissime dritte per un qualsiasi turista, backpacker and so on, che voglia risparmiare qualche soldo ed evitare di trovarsi fregato, affamato e stanco nel mezzo del nulla qui a Copenhagen.
- 1: guardarsi intorno. Una birra può venire a costare anche 8 euro. Ma nei posti giusti, si può pagare meno di 3 euro. Chiedere, guardarsi intorno, chiedere ancora.
- 2: cenare presto! Ore 8 di sera, centro commerciale; non solo i negozi stavano chiudendo, ma anche tutti i ristoranti. Io e i poveri amici spagnoli non potevamo crederci. Abbiamo raccattato gli avanzi della giornata da un KFC e ci siamo comunque nutriti in qualche modo.
- 3: spiccioli sempre con sé! Questo suggerimento è essenziale se non avete una carta di credito e dovete viaggiare sui mezzi pubblici. Le macchinette infernali infatti non accettano le banconote e se vi ritrovate in stazione a tarda ora e non avete spiccioli siete grossomodo fottuti. Fortunatamente il sottoscritto ha trovato una palestra ancora aperta in cui cambiare le maledette 100 corone.
Tuesday, 31 August 2010
Monday, 30 August 2010
First Impact
Non ho ancora girato Copenhagen abbastanza a lungo da avere aneddoti interessanti: dirò solo che qua le piste ciclabili hanno appositi semafori e agli incroci spesso hanno le corsie, per chi vuole svoltare e chi vuole proseguire diritto. Sapete, credo di essermi fatto un'idea sul perché i danesi utilizzino così massicciamente le biciclette, ma la sviscererò più avanti.
E' assai brutto constatare come una frase scontata come "nel Nord Europa sono 10 anni più avanti di noi" si riveli essere implacabilmente vera. Voglio dire, in Italia ho frequentato un'università privata, ma per quanto il dipartimento fosse piccolo, non c'era nulla di nemmeno lontanamente paragonabile a ciò che si trova qui a disposizione di tutti gli studenti danesi ed europei senza dover sganciare un singolo euro. Al di là dell'edificio, nuovissimo (1999): dove mai avete visto un'università alla quale potete accedere 24 ore su 24, 7 giorni su 7 semplicemente strisciando il badge sui lettori magnetici? Con un "game lab", in cui ci saranno 40 pc in LAN con installati alcuni dei videogames più fichi di sempre? Con un bar gestito da studenti volontari, nel quale il venerdì sera trovate il preside di facoltà e i professori che chiacchierano e ridono in mezzo a studenti ubriachi fradici e con i camerieri che ballano sul bancone? Un'università nella quale il tuo primo pomeriggio lo passi facendo giochi da tavolo con i tuoi compagni di corso, mentre vi viene offerta pizza e birra?
Certo. Poi arriva il primo giorno di lezioni, e la prima cosa che ti dicono è “Siete troppi. Dovrete veramente sbattervi e fare qualcosa di speciale, oltre a superare gli esami. Altrimenti non emergerete.” Bé. Non so se essere terrorizzato o entusiasta.
E' assai brutto constatare come una frase scontata come "nel Nord Europa sono 10 anni più avanti di noi" si riveli essere implacabilmente vera. Voglio dire, in Italia ho frequentato un'università privata, ma per quanto il dipartimento fosse piccolo, non c'era nulla di nemmeno lontanamente paragonabile a ciò che si trova qui a disposizione di tutti gli studenti danesi ed europei senza dover sganciare un singolo euro. Al di là dell'edificio, nuovissimo (1999): dove mai avete visto un'università alla quale potete accedere 24 ore su 24, 7 giorni su 7 semplicemente strisciando il badge sui lettori magnetici? Con un "game lab", in cui ci saranno 40 pc in LAN con installati alcuni dei videogames più fichi di sempre? Con un bar gestito da studenti volontari, nel quale il venerdì sera trovate il preside di facoltà e i professori che chiacchierano e ridono in mezzo a studenti ubriachi fradici e con i camerieri che ballano sul bancone? Un'università nella quale il tuo primo pomeriggio lo passi facendo giochi da tavolo con i tuoi compagni di corso, mentre vi viene offerta pizza e birra?
Certo. Poi arriva il primo giorno di lezioni, e la prima cosa che ti dicono è “Siete troppi. Dovrete veramente sbattervi e fare qualcosa di speciale, oltre a superare gli esami. Altrimenti non emergerete.” Bé. Non so se essere terrorizzato o entusiasta.
Wednesday, 25 August 2010
Chiudendo la valigia
Non voglio mettermi a fare il sentimentale. Però sono fatto così. Addurrò come scusa l'essere italiano. Questi ultimi giorni sono stati abbastanza particolari e mentre impazzisco per organizzare la valigia in modo che ci stia tutta la mia roba decido di aprire il portatile e scriverlo. Oggi ultima corsa per procurarsi una valigia da bagaglio a mano decente, appurato che il mio zaino ormai non lo è più, dopo 10 anni di onorato servizio. Bé... il mio zaino, la maniglia della porta a cui è appeso, camera mia, il pavimento freddo di casa, il caldo che entra dalle finestre, il mio balcone, il cortile, le voci della mia famiglia. Ho tutto impresso nel cuore e so che mi mancherà.
Domattina si parte.
Domattina si parte.
Tuesday, 17 August 2010
Lisbona
Appena rientrato in Italia, ma l'altra sera si vedevano quasi i pinguini, sarà meglio che inizi ad acclimatarmi se non voglio morire appena atterrato in Danimarca. Il caldo sole del Portogallo è ormai alle spalle.
Piccolo decalogo delle cose da fare per un aspirante lisbonese: ubriacarsi a Bairro Alto nei peggiori bar; un giorno intero in spiaggia a Carcavelos, mangiandosi un super-hamburger della casa al Sombrero per scappare dal sole di mezzogiorno; cena all'all-you-can-eat brasiliano Chimarrao (il giorno dopo non mangiate, garantito... è veramente il mostro finale). Visitare Cascais e i suoi locali all'aperto (provate il baccalà della casa al Duke...). Fare un giro a Campo Pequenho e magari vedersi una corrida (io non ci sono riuscito, ma mi sarebbe piaciuto, anche perché la corrida portoghese non prevede l'uccisione del toro); visitare il castello di S. Jorge; farsi un giro allo Stadio da Luz e al mega centro commerciale vicino (ma per strada, se siete in metro, scendete in Piazza di Spagna e andate ad un chiosco qualsiasi: una birra ghiacciata a 1 euro... e vi fate due o tre giri).
Come unica documentazione allego la foto migliore della città... questa scultura si trova in un piccolo edificio eretto appositamente in una piazza di cui non ricordo il nome.
Chissà quale messaggio vorrà portarci questo saggio cavallo, che scruta l'umanità al riparo della sua maschera da sub...
Piccolo decalogo delle cose da fare per un aspirante lisbonese: ubriacarsi a Bairro Alto nei peggiori bar; un giorno intero in spiaggia a Carcavelos, mangiandosi un super-hamburger della casa al Sombrero per scappare dal sole di mezzogiorno; cena all'all-you-can-eat brasiliano Chimarrao (il giorno dopo non mangiate, garantito... è veramente il mostro finale). Visitare Cascais e i suoi locali all'aperto (provate il baccalà della casa al Duke...). Fare un giro a Campo Pequenho e magari vedersi una corrida (io non ci sono riuscito, ma mi sarebbe piaciuto, anche perché la corrida portoghese non prevede l'uccisione del toro); visitare il castello di S. Jorge; farsi un giro allo Stadio da Luz e al mega centro commerciale vicino (ma per strada, se siete in metro, scendete in Piazza di Spagna e andate ad un chiosco qualsiasi: una birra ghiacciata a 1 euro... e vi fate due o tre giri).
Come unica documentazione allego la foto migliore della città... questa scultura si trova in un piccolo edificio eretto appositamente in una piazza di cui non ricordo il nome.
Chissà quale messaggio vorrà portarci questo saggio cavallo, che scruta l'umanità al riparo della sua maschera da sub...
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