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Tuesday, 4 December 2012

Idiosincrasie su due ruote

Accennavo in questo post a taluni comportamenti ciclistici questionabili, ma che si verificano spessissimo a Copenhagen - nonostante debba dire, sono finalmente stato ad Amsterdam e non mi dovrei lamentare dei ciclisti danesi. Gli olandesi su una bici semplicemente impazziscono e l'Onu dovrebbe bandire queste armi di distruzione di massa al più presto.
Oggi pedalavo, tanto per cambiare, sull'affollatissima pista ciclabile che corre lungo l'Andersen Boulevard e mentre scansavo turisti a piedi, ciclisti più lenti e venivo a mia volta superato da dei jet a reazione montati su una bicicletta ero invero piuttosto incline all'irritabilità, dati anche gli umidicci zero gradi di temperatura e i cristalli di ghiaccio misti ad acqua che i metereologi spacciano per neve che mi sferzavano la faccia. Riflettevo che, esattamente come quando guido sulla tangenziale sud a Brescia, sulle piste ciclabili danesi alcuni comportamenti dei miei compagni di strada mi mandano in bestia. Ecco la rapida top 3 che ho maturato nella pedalata di oggi.

Bronzo
Le coppiette di turisti con le biciclette a noleggio. Riconoscibili dal passo placido, dal fatto che la bicicletta non è per nulla della loro misura e quindi arrivano a malapena ai pedali o più spesso stanno appollaiati come su un triciclo per bambini, ma soprattutto dal fatto che procedono sempre e immancabilmente affiancati, occupando l'intera pista ciclabile, in deliziosa conversazione circa le severe ma affascinanti meraviglie architettoniche che li circondano e dimentichi delle orde di ciclisti scampanellanti alle loro spalle che di quelle meraviglie hanno già pieno il cuore e anelano invece alla loro destinazione per asciugarsi e bere un caffè caldo.

Argento
Il non segnalare la svolta o il volersi fermare. Le piste sono strette e affollate anzichenò e tale comportamento può causare un disastro. Oggi una ragazza che pedalava di fronte a me ha improvvisamente deciso che sul marciapiede c'era qualche cosa di interessantissimo e ha ben pensato di fermarsi ad osservarlo senza alzare prima il braccio, come invece è necessario fare da queste parti per evitare una morte orribile. Sfrecciandole accanto ed evitandola per un capello, non ho potuto nemmeno voltarmi e scatenare un insulto liberatore perché troppo impegnato ad accertarmi di non travolgere il ciclista alla mia sinistra che nel frattempo mi stava a sua volta superando.

Oro
L'offesa capitale è perpetrata spessissimo da alcuni ciclisti a prima vista insospettabili. Dal passo placido e regolare, senza un'anagrafica precisa -possono essere giovani, di mezz'età o vecchi di entrambi i sessi- procedono con calma, senza sbandare. Tu semplicemente ti accerti che non sopraggiunga nessuno più veloce di te (le piste ciclabili di solito sono larghe a sufficienza per due biciclette affiancate, non tre), li sorpassi, e vai per la tua strada insieme agli altri felici ciclisti che prima e dopo di te fanno lo stesso. Il delitto avviene al primo semaforo rosso. Tu, come tutti gli altri, freni e ti fermi in coda sulla pista. Loro no. Loro, con il loro passo placidissimo, ti raggiungono, superano l'intera fila di biciclette ferme e vi si piantano davanti, solitamente sulle strisce pedonali (il che annoia visibilmente i pedoni, ma nessun danese se ne lamenterà mai) o anche più avanti, come se si fossero d'un tratto ricordati di un impegno urgente e quel semaforo rosso gli stesse facendo perdere secondi preziosissimi. Quando poi il semaforo diventa verde, questi ripartono con lo stesso identico passo di prima o anche più piano, mentre l'intera coda di biciclette deve nuovamente dannarsi a superarli, uno alla volta, cercando di non scontrarsi l'uno con l'altro, mentre ognuno augura a questa versione imbastardita dei vecchi col cappello in macchina di bucare, di scivolare sul ghiaccio, che gli rompano il lucchetto e gli rubino la bicicletta, o almeno la ruota anteriore, o semplicemente che pedalino eternamente con la pioggia e il vento contro - il che da queste parti non è affatto impossibile.

Thursday, 20 September 2012

Impressioni di settembre

Punto primo: mi laureo! Venerdí prossimo. L´avventura nel sistema scolastico scandinavo sta per finire.
Punto secondo: il nostro gioco di tesi spacca di brutto. Lo trovate qui, insieme alla tesi stessa: Machineers.
Punto terzo: non parlo di cagate danesi in generale da tempo, quindi sparo una vera chicca: la pubblicitá degli autobus (attivate i sottotitoli in inglese).


Che popolo assurdo.

Tra parentesi, ho giá tirato fuori i maglioni!
Oh dimenticavo: punto quarto. Ho iniziato a scrivere regolarmente sul sito della War Inc. Community, sotto lo pseudonimo di Korsaat. Cosí come passatempo, ma mi piace molto.

Ci vediamo presto, Italia!

Thursday, 10 May 2012

Sai di essere in Danimarca quando...

Mea culpa per non averci pensato prima. Oggi sono incappato su un link interessante intitolato "you know you have been in Denmark too long when...". L'elenco è tanto esilarante quanto vero, perciò lo prenderò a spunto per compilare una lista di  verità che ho imparato vivendo qui. Ci tengo a precisare che ogni affermazione che segue è fedele ai fatti e radicata nell'esperienza.
  • Non esiste "piove troppo forte" o "fa troppo freddo" per uscire. Dipende tutto dal vestiario che indossi.
  • Esistono almeno sedici tipi di precipitazioni atmosferiche, dalle minuscole gocce in sospensione alla tempesta di neve, passando da "muro d'acqua" e grandine. Questi fenomeni possono alternarsi in qualunque ordine e in qualunque momento.
  • In mancanza della dote di poter aprire una bottiglia di birra con un oggetto qualunque, un cavatappi è un accessorio indispensabile.
  • Entrando in un qualunque ufficio pubblico, farmacia o dovunque sia prevista una coda, la priorità numero uno è trovare il distributore di numeri per la coda. Probabilmente ci sarà una seconda coda davanti al suddetto apparato.
  • Se uno sconosciuto ti sorride per strada, o è ubriaco, o è straniero, o è pazzo, o tutto quanto insieme.
  • Un party può benissimo cominciare alle due del pomeriggio.
  • Da maggio a settembre, un raggio di sole significa grigliata al parco in maglietta, a prescindere dalla temperatura.
  • "Cosa fai stasera" è un'affermazione inaccettabile, a meno che non sia rivolta ad un amico strettissimo. "Una birra venerdì tra due settimane?" è una richiesta più ragionevole.
  • Cena tra amici = candele, anche a luglio.
  • Carslberg e Tuborg sono le uniche marche di birra. Tutte le birre straniere vengono importate su una nave d'oro dalle vele di seta, un percredì al mese, e vengono vendute di conseguenza ad un prezzo che possa coprire tale spesa.
  • Se ad un certo punto della serata qualcuno inizia ad offrire un giro di Fisk o Gammel Dansk, l'unica speranza di non svegliarsi il giorno dopo al calare del sole con un mal di testa assurdo è fuggire senza voltarsi.
  • Per fare un sandwich non servono due fette di pane, basta quella di sotto. Anzi, viene meglio.
E in particolar modo per quanto riguarda il traffico sulle due ruote:
  • Un lettore MP3 è indispensabile mentre si viaggia in bicicletta. Se non ce l'hai verrai multato. Indossando cuffie particolarmente vistose e ingombranti si possono ottenere sconti nei vari bike shop.
  • Immettendosi nella pista ciclabile, guarda fisso negli occhi i ciclisti che sopraggiungono, poi immettiti comunque. Sono grandi abbastanza da evitarti, e i freni li hanno inventati per un motivo.
  • Giallo al semaforo non è un segnale, è una sfida.
  • Rosso al semaforo significa fermati solo e soltanto se il numero di automobili che sopraggiungono non ti permette di attraversare l'incrocio e vivere per raccontarlo.
  • Hai il diritto di rompere lo specchietto di qualsiasi autovettura parcheggiata anche parzialmente sulla pista ciclabile.
  • Sfoga le tue frustrazioni sui pedoni che inavvertitamente camminano sulla pista ciclabile o accennano incautamente l'attraversamento senza aver prima accertato che non sopraggiunga nessun missile su due ruote.

Monday, 12 December 2011

Cara Brescia, mi manchi.

Cara Brescia, mi manchi. Ormai vivo a Copenhagen da qualche tempo e qui sto bene, ma mi manchi sempre. Oggi pensavo a te quando ho letto questo articolo. Mi piacerebbe che lo leggessi anche tu. Mi piacerebbe che capissi che c'è una soluzione più semplice al sognare l'auto elettrica e poi fare la tessera della palestra. Mi piacerebbe un giorno tornare e vedere la città piena di biciclette, come vedo qui, invece che ingolfata di macchine ferme ai semafori. Mi piacerebbe uscire di casa e saltare in sella alla bici, sia che debba andare al lavoro sia che debba andare in centro a bere qualcosa con gli amici, come faccio qui.

Quando ho letto dell'ordinanza che prevede la rimozione della bicicletta se non parcheggiata nelle apposite rastrelliere, mi è venuto da ridere. Sono andato alla stazione di Nørreport, e questo è quello che ho visto. Eppure qui non si lamenta nessuno, o almeno nessuno si sogna di andare a portare via le biciclette altrui perché sono legate a un palo o ad un albero. Anche se qui c'è una rastrelliera ogni 10 metri.



Poi leggendo qui ho scoperto che Sevilla ha costruito 120km di ciclabili in tre anni. A Sevilla spesso fa molto caldo, a Copenhagen spesso fa molto freddo, ma la bicicletta la usano lo stesso.

Fammi un favore. Sono stanco di tornare e respirare smog, sono stanco di trovarmi bloccato nel traffico ogni volta che mi serve qualcosa in città. Certo, io abito un po' fuori. Da casa mia a via Milano sono 10 km, un po' tanti da fare andata e ritorno ogni giorno. Ma sai, per due mesi qua ho lavorato in un ufficio distante 7km, e non mi pesava poi troppo pedalarli. Potrei anche farcela. Ma la verità è, quando sono a casa sono abituato a prendere la macchina anche solo per girare in paese. Sinceramente, ci sono strade che ho paura a percorrere in bicicletta, specialmente col buio. Una volta presa questa scusa è facile giustificarsi, fare il lazzarone e saltare in macchina come fanno tutti. Poi giù a lamentarsi per il caro benzina. Mi piacerebbe non avere più scuse, né io né nessun altro, per tirare fuori questa benedetta bici ogni volta che devo fare meno di un paio di kilometri. Mi piacerebbe viaggiare sulla mia corsia ed avere il mio semaforo ad ogni incrocio, come qui, con gli automobilisti che prima di svoltare aspettano che tutto il treno di biciclette sia passato. Loro sono al caldo, nel loro abitacolo. Sono privilegiati, e lo sanno bene, perché un'automobile a Copenhagen è quasi un lusso. A Brescia, invece, il lusso è trovare parcheggio.

A presto, cara Brescia.

Monday, 24 October 2011

Di biciclette e altri diabolici marchingegni

Titolo dei quotidiani nazionali: oggi un'automobilista danese mi ha fatto il dito medio!!!
O.o

L'apostrofo è intenzionale: trattasi infatti di una signora di mezz'età, ovviamente bionda, su una vecchia ford verde, che non ho meglio inquadrato perché troppo impegnato a riprendermi dalla sorpresa.

Stavo tranquillamente tornando dal supermercato sulla mia bicicletta - ebbene sì, ho infine effettuato l'acquisto. Ah, apriamo subito una parentesi.

Tattica comune per lo studente medio squattrinato è cercare una bicicletta mezza sfasciata lasciata abbandonata a marcire da qualche parte, magari incidentata o con le gomme a terra (e credetemi, la città ne è piena) e cercare di riattarla in qualche modo. Bé, lasciando perdere il catorcio di cui parlai qui, ne trovai un'altra qualche tempo fa, in condizioni più che decenti: cambio funzionante, freni, sellino decente, leggera e dal telaio apparentemente robusto. Unici problemi, entrambe le gomme a terra, e la catena rotta. Dopo aver bestemmiato per un buon fine settimana cercando di aprire la catena di un'altra bicicletta in disuso appartenente al mio coinquilino, appurato che occorre un apposito marchingeno per compiere tale operazione, il lunedì mi recai di buonumore in uno delle centinaia di bike shop in giro per la città.

Bé, sentite un po'. Catena nuova più pneumatici per riattare un catorcio, 500 corone. Bici di seconda mano,, fiammante, 800. C'è un ottimo motivo per il quale la gente molla la bici per strada non appena si rompe qualcosa!

Ah, dato che siamo in tema consigli per gli acquisti, serve un lucchetto: ma non parlo di una catenina del cazzo qualsiasi, prendetene uno robusto! Tempo tre settimane e il mio giace distrutto sulla scrivania, vittima di un tentativo di taglio e della distruzione della serratura (che fortunatamente sono riuscito ad aprire con la chiave, sennò sai le bestemmie). Diciamo che dalle 250 corone in su dovreste stare tranquilli. Sì, sono trenta euro di lucchetto, ma sono soldi ben spesi.

E le luci. Sappiate che se vi beccano in giro la sera senza luci vi multano, (a meno che non siate tedesche biondissime dal sorriso smagliante come una mia compagna di corso che se l'è cavata dicendo di essere straniera). Nei supermercati e nei bike shop troverete questo genere di luci, veramente a buon mercato.

Bé, sfanculatele! In un mese ne ho comprati due paia, e ad ora e funziona una su quattro (in realtà il secondo paio me lo sono fatto dare, perché il primo ha smesso di funzionare dopo DUE giorni DUE). Spendete un po' di più, magari andate sui modelli con le pile stilo (che sono anche più facili da cambiare).

Bé, chiusa la lunghissima parentesi. Mi sono quasi dimenticato cosa stavo per dire. Scroll scroll. Ah già, il dito medio. Bé, ero sulla mia brava pista ciclabile, pensando ai fatti miei. Arrivo ad un incrocio, quasi non mi accorgo nemmeno della macchina verde che vuole svoltare a destra e si ferma nel caso io voglia procedere dritto. Bé, segnalo la svolta a destra, e viaggio. Dopo almeno trenta secondi questa bionda signora mi sorpassa strombazzando, sventolando rabbiosamente il dito medio con espressione indignata. Roba forte, veramente punk. Anarchy in the UK. Non so se ridere per ripresa ridicola del mezzo, per il tono comico della scena in generale, o perché pare che finalmente ho avuto la prova che l'ora di punta è stressante anche per la gente di qui! Insomma, lezione del giorno, segnalare in anticipo e con ampi gesti la direzione mentre si viaggia in bicicletta.

Parentesi due, il trasloco è andato molto bene, mi trovo al settimo piano di un dormitorio in una stanza di circa 15mq con un bagno tutto mio e una vista niente male :)

Wednesday, 8 June 2011

Jeg vil gerne have en øl

Jeg havde min Dansk exam I dag. IA sprog modul 1. Jeg er godt tilfreds! Jeg kan tale lidt dansk nu. Men det er hård!

Tutti gli stranieri hanno due anni di tempo per frequentare gratis i corsi di lingua. Nonostante il danese sia la lingua ufficiale dell'Inferno, è incredibile cosa si può imparare in giusto 3 mesi. E' ancora impossibile parlare con la gente in giro, ma comincio a capire qualcosina di quello che dicono. Oggi mi sento un po' meno straniero. :D

Tuesday, 10 May 2011

La mascotte che non ti aspetti

Ormai me lo sogno anche di notte, tanto è popolare da queste parti. Quale pensate possa essere l'animale nazionale di Danimarca?
Il salmone? Nah, quello è tutto in Norvegia.
Il tricheco delle Svalbard? Mah, forse sarebbe meglio.
Il maiale? Beh, è una buona risposta, considerato che la Danimarca è il paese con il più alto tasso di maiali pro capite al mondo. Ma non è del maiale che voglio parlare.

La risposta esatta è:




E' lui, l'animaletto più simpatico e spensierato del pianeta! (Grazie Anchel per la foto del tipico ragnetto danese!) Vive e prospera in ogni condizione e, non appena sbuca un raggio di sole in terra scandinava, lui mette fuori testolina e zampine e parte alla conquista del mondo! In particolare di casa nostra, dato che per un certo periodo ne ammazzavo almeno uno al giorno! Ora sembra che in qualche modo siamo giunti ad un armistizio, anche se non ho preso parte ad alcuna contrattazione ufficiale... sospetto che le perdite subite dallo spider-battaglione per mano mia abbiano spinto qualche alto grado della scala militare a prendere provvedimenti unilaterali... ma non mi fido di queste bestie, sono troppo dannatamente scaltre. Dicevo all'inizio del post, stanotte ho sognato di trovare un ragno GIGANTESCO penzolare beato sopra il tavolo della cucina. Sospetto che sia una strategia alla Inception ideata dai ragni di casa mia. O forse è semplicemente perché sabato scorso non ho avuto il coraggio di ammazzarne uno che era davvero troppo fottutamente grosso, e l'ho codardamente eliminato con l'aspirapolvere.

Monday, 28 March 2011

Pedala pedala...

Chiusa la breve e tiepida parentesi in Italia, ho notato con piacere che la Scandinavia mi ha riservato un ritorno altrettanto soleggiato. Purtroppo le differenze stanno nei 10 gradi di meno e nel vento perennemente freddo, percettibili anche con un sole sfavillante :(

Domenica io e un coinquilino si parte con le rispettive biciclette per approfittare del sole, direzione sud, giretto intorno all'aeroporto e ritorno, 15km più o meno. Precisazione necessaria: la "mia" bicicletta non è propriamente mia. Il coinquilino tedesco l'ha trovata sdraiata per strada sulla via del metrò per due giorni di fila, quindi ha ben pensato di raccoglierla e portarla a casa. Il mezzo è carino ma presentava un paio di problemi, perciò mi sono adoperato per rimetterlo degnamente in pista.

E che ci vuole, penserete. Ha ha. Quello che non sapete è che la bicicletta danese è assai diversa da quella a cui siamo abituati. Anzitutto il freno. Per frenare non c'è una leva, ma occorre agire sui pedali al contrario: questi si bloccheranno e un meccanismo oscuro sito nel perno frenerà la ruota posteriore.
In secondo luogo, il cambio. Non si tratta del solito meccanismo che fa slittare la catena su diverse corone, nossignore. Si tratta di un dispositivo che agisce sempre sul perno della ruota posteriore. Non chiedetemi dettagli, so solo che la testa del cambio spinge una specie di barretta metallica all'interno del perno: più la barretta è a fondo, più il cambio è duro.

Insomma, questo è il risultato dei miei sforzi.
Problemi PRIMA:
- cambio rotto, bloccato su un rapporto bassissimo (pedalate a 5000RPM per avanzare);
- ruota posteriore a terra;
Problemi DOPO:
- cambio ora bloccato su un rapporto umanamente accettabile, ma dotato di volontà propria (ogni tanto scala e risale un po' come vuole);
- freno inspiegabilmente auto-upgradato a livelli MOTOCICLISTICI, una frenata appena appena decisa produce un sonoro *CLANG e blocca completamente la ruota posteriore.

Dicevamo, domenica. Dato che non ho mai preso la bicicletta per arrivare più in là della stazione del metrò ho pensato di fare un collaudo.
Responso: il cambio salta in su e in giù come la Gazza Ladra di Rossini e ogni volta che devo toccare il freno sono terrorizzato all'idea di inchiodarmi sul posto. Al primo sottopassaggio con curva stretta è terrore puro. Dopo aver cominciato il giro dell'aeroporto sono costretto a deporre le armi: la fida bicicletta rimane affascinata dallo spettacolo dei velivoli che ci atterrano in testa e decide di bloccarsi sul cambio più basso possibile.

Rientro mogio mogio alla base trascinandomi appresso il catorcio. Penso di dovermi attrezzare meglio per la primavera.

Thursday, 17 March 2011

A volte ritornano...

Eventualmente doveva accadere anche qui...
Link.

Sigh.

Reazione di un collega Dane:

"Its very embarassing for me to have people like you coming from abroad to study here see us from this very bad side, and its important (to me at least) that you know we are not all fans of Søren Pind, nor are we all racists. I still have some hope left in us danes, just like I have hopes that the complete incompetence of the current government, including Mr. Pind, is brought to an halt come next election."

Tranquillo bimbo. Noi italiani siamo allenati, nessuno si spaventa per così poco. Buona fortuna per le elezioni a Novembre.

Thursday, 27 January 2011

Un pacco di nordicità

Conquistato con successo il primo esame e in spasmodica attesa per i risultati del secondo, qua si perde tempo tra un LAN party e una seduta a Dungeons&Dragons, che sta mettendo a dura prova le mie (risibili) doti di Dungeon Master.
Segnalo un webcomic esilarante sulle assurdità dell'essere nordici (stereotipi ftw!). E' difficile prenderne uno ad esempio perché sono tutti stupendi. Qui il sito con tutti i fumetti.


A seguire, un piccolo aggiornamento sull'interessante weekend che sta per arrivare. Oggi è il turno dello SpilBar, che non è la solita sbevazzata alla danese come il nome lascerebbe supporre, bensì un'interessante conferenza sulla relazione giocatore-industria-giornalismo. Prima però una corsetta, approfittando della giornata soleggiata (anche se la temperatura resiste nordicamente sui -4°C...)

E da domani fino a domenica non si dorme più! Nordic Game Jam, here I come! Ulteriori aggiornamenti arriveranno lunedì, se sarò ancora vivo. Godspeed!

Sunday, 14 November 2010

Hygge! You're doin' it wrong!

Un concetto del quale i danesi vanno assai fieri, è l'hygge. Che si potrebbe tradurre in inglese con "coziness", in italiano non ne ho idea - Google mi suggerisce "comodità"... Google non ha capito nulla dell'hygge.
E' in ogni caso un concetto abbastanza semplice, ma guai a dirlo ai danesi (provate a leggervi questa pagina!). Ora non so voi, ma io lo associo immediatamente con l'inverno. Che vuoi fare quando hai 5 ore di luce, fa un freddo becco, tira un vento bestia e presumibilmente piove/nevica. E se entri nel pub sbagliato ti spillano 8 euro per una birra. Hygge! Si tratta fondamentalmente di... starsene comodi a casina con amici a mangiare e bere. Aha, furbi sti danesi! Comunque, in occasione del compleanno di uno degli inquilini, ieri sera ci abbiamo provato. Lasagne, musica, qualche amico.
Stamattina:




Mal di testa. E avevamo appena pulito tutto! Al diavolo l'hygge!!!

Sunday, 31 October 2010

Videodocumentazione

Mi ripromettevo di farlo da qualche tempo, ma meglio tardi che mai! Ho due video divertentissimi da mostrare che dimostrano chiaramente quanto i danesi siano una genia completamente folle.

Kamelåså è la parola chiave quando non sapete cosa dire! Questo video è un urlo di denuncia all'assurda complessità della lingua danese.




Quest'altro video invece ci è stato mostrato direttamente in università nel tentativo di terrorizzarci a morte per l'ennesima volta sulle conseguenze del cheating... infatti non riesco nemmeno a ricordare il numero esatto di persone che ci hanno profusamente illustrato l'argomento con tanto di esempi...



Enjoy!

Saturday, 18 September 2010

Ma che succede il venerdì?

Pensate al danese medio, riservato e rispettoso delle regole, sobrio e morigerato. E ora rivoltatelo come un calzino, perché il venerdì c'è un'ottima possibilità che quell'uomo sia ubriaco ad un orario ridicolo, specialmente se è uno studente.
Il bar dell'università (il mitico ScrollBAR) apre alle 3 del pomeriggio, perciò non c'è da stupirsi se alle 4 si trovano già studenti che barcollano e cantano nell'atrio. Ma al di là dell'ambiente universitario, dappertutto si vede gente ubriaca, nelle strade, nei locali.
Ieri sera ho visitato un posto fantastico, anzi due. Premessa: la destinazione per la serata era un party gigantesco all'interno di una biblioteca. Purtroppo dati gli orari assurdamente danesi della festa (inizio 8:30 - fine 12:30) e dato che non abbiamo voluto rinunciare al nostro barbecue, quando siamo arrivati il posto era pieno come un uovo e non era più possibile entrare.
Quindi, ripiegando verso Nyhavn, ci siamo infilati in un pub super-caratteristico, di quelli a livello della strada che per entrare si scende praticamente in cantina. Eccolo qua.


Visualizzazione ingrandita della mappa

All'interno un biliardo, fumo di sigari e sigarette, soffitto e pareti in legno letteralmente coperti da una moltitudine di cavatappi di tutte le forme e dimensioni, e birra a 20 corone. L'atmosfera del posto ci è piaciuta così tanto che siamo rimasti per quasi due ore, praticamente occupandolo.
Poi ci siamo diretti verso Christiania, il quartiere hippie della città, e... bé, non saprei cosa dire. Ci siamo ritrovati in una specie di mondo a parte, un angolo della città tra casermoni e vicoli che sembrava un parco giochi, illuminato solo dai fuochi nei bidoni, disseminato di banchetti per la vendita di roba divertente. Siamo finiti in un posto che sembrava un bar sulla spiaggia (mancava invero solo la spiaggia), con un dj che sparava musica e birra a 20 corone pure qua.

Tuesday, 7 September 2010

Due cose a caso

Anzitutto volevo mostrare due foto dell'università, dato che ho affermato essere bellissima ma senza portare alcuna prova a riguardo.



La prima mostra l'atrio vestito a festa per la cena di venerdì scorso mentre la seconda è semplicemente uno scorcio esterno. Lo so che non si vede granché ma se volete più foto contattatemi, non ho mica voglia di caricarle tutte sul blog. Non perché sono pigro, ma perché ho un sacco da fare. Infatti non dovrei essere qua a scrivere.

In ogni caso, volevo condividere un episodio tanto piccolo quanto curioso, nonché secondo me significativo.
L'altro giorno sento bussare alla porta dell'appartamento e dato che sono l'unico in casa vado ad aprire. Ebbene, mi trovo davanti 3 bambine danesi, di circa 10 anni e una forse ancora più piccola, con dei biscotti in una scatola di metallo. La più grande inizia a parlare nonostante la mia espressione tipo "mucca guarda passare il treno e non capisce". Esco forzatamente dalla stasi data dalla sorpresa e mugugno un "sorry, I don't understand Danish" cercando di abbozzare un sorriso. Alché, come se nulla fosse, la bimba risponde. "would you like to buy 2 cookies for 5 kroner?"
Mi salva un mio compagno di appartamento che stava sopraggiungendo proprio in quell'istante, al quale urlo "hey, want some homemade cookies?" e gli indico le bimbe. Lui ride e compra i biscotti mentre io mi defilo ancora incredulo.

Ora mi domando, in Italia, non solo se voi lascereste tranquillamente andare in giro vostre figlie vendendo biscotti porta a porta a dei perfetti sconosciuti (e sebbene siamo in periferia e la zona sembri estremamente tranquilla, siamo pur sempre in una capitale). Ma soprattutto se le vostre figlie a dieci anni saprebbero rispondere in inglese ad uno straniero con tanta naturalezza.

Mumble, mumble.