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Tuesday, 4 December 2012

Idiosincrasie su due ruote

Accennavo in questo post a taluni comportamenti ciclistici questionabili, ma che si verificano spessissimo a Copenhagen - nonostante debba dire, sono finalmente stato ad Amsterdam e non mi dovrei lamentare dei ciclisti danesi. Gli olandesi su una bici semplicemente impazziscono e l'Onu dovrebbe bandire queste armi di distruzione di massa al più presto.
Oggi pedalavo, tanto per cambiare, sull'affollatissima pista ciclabile che corre lungo l'Andersen Boulevard e mentre scansavo turisti a piedi, ciclisti più lenti e venivo a mia volta superato da dei jet a reazione montati su una bicicletta ero invero piuttosto incline all'irritabilità, dati anche gli umidicci zero gradi di temperatura e i cristalli di ghiaccio misti ad acqua che i metereologi spacciano per neve che mi sferzavano la faccia. Riflettevo che, esattamente come quando guido sulla tangenziale sud a Brescia, sulle piste ciclabili danesi alcuni comportamenti dei miei compagni di strada mi mandano in bestia. Ecco la rapida top 3 che ho maturato nella pedalata di oggi.

Bronzo
Le coppiette di turisti con le biciclette a noleggio. Riconoscibili dal passo placido, dal fatto che la bicicletta non è per nulla della loro misura e quindi arrivano a malapena ai pedali o più spesso stanno appollaiati come su un triciclo per bambini, ma soprattutto dal fatto che procedono sempre e immancabilmente affiancati, occupando l'intera pista ciclabile, in deliziosa conversazione circa le severe ma affascinanti meraviglie architettoniche che li circondano e dimentichi delle orde di ciclisti scampanellanti alle loro spalle che di quelle meraviglie hanno già pieno il cuore e anelano invece alla loro destinazione per asciugarsi e bere un caffè caldo.

Argento
Il non segnalare la svolta o il volersi fermare. Le piste sono strette e affollate anzichenò e tale comportamento può causare un disastro. Oggi una ragazza che pedalava di fronte a me ha improvvisamente deciso che sul marciapiede c'era qualche cosa di interessantissimo e ha ben pensato di fermarsi ad osservarlo senza alzare prima il braccio, come invece è necessario fare da queste parti per evitare una morte orribile. Sfrecciandole accanto ed evitandola per un capello, non ho potuto nemmeno voltarmi e scatenare un insulto liberatore perché troppo impegnato ad accertarmi di non travolgere il ciclista alla mia sinistra che nel frattempo mi stava a sua volta superando.

Oro
L'offesa capitale è perpetrata spessissimo da alcuni ciclisti a prima vista insospettabili. Dal passo placido e regolare, senza un'anagrafica precisa -possono essere giovani, di mezz'età o vecchi di entrambi i sessi- procedono con calma, senza sbandare. Tu semplicemente ti accerti che non sopraggiunga nessuno più veloce di te (le piste ciclabili di solito sono larghe a sufficienza per due biciclette affiancate, non tre), li sorpassi, e vai per la tua strada insieme agli altri felici ciclisti che prima e dopo di te fanno lo stesso. Il delitto avviene al primo semaforo rosso. Tu, come tutti gli altri, freni e ti fermi in coda sulla pista. Loro no. Loro, con il loro passo placidissimo, ti raggiungono, superano l'intera fila di biciclette ferme e vi si piantano davanti, solitamente sulle strisce pedonali (il che annoia visibilmente i pedoni, ma nessun danese se ne lamenterà mai) o anche più avanti, come se si fossero d'un tratto ricordati di un impegno urgente e quel semaforo rosso gli stesse facendo perdere secondi preziosissimi. Quando poi il semaforo diventa verde, questi ripartono con lo stesso identico passo di prima o anche più piano, mentre l'intera coda di biciclette deve nuovamente dannarsi a superarli, uno alla volta, cercando di non scontrarsi l'uno con l'altro, mentre ognuno augura a questa versione imbastardita dei vecchi col cappello in macchina di bucare, di scivolare sul ghiaccio, che gli rompano il lucchetto e gli rubino la bicicletta, o almeno la ruota anteriore, o semplicemente che pedalino eternamente con la pioggia e il vento contro - il che da queste parti non è affatto impossibile.

Thursday, 10 May 2012

Sai di essere in Danimarca quando...

Mea culpa per non averci pensato prima. Oggi sono incappato su un link interessante intitolato "you know you have been in Denmark too long when...". L'elenco è tanto esilarante quanto vero, perciò lo prenderò a spunto per compilare una lista di  verità che ho imparato vivendo qui. Ci tengo a precisare che ogni affermazione che segue è fedele ai fatti e radicata nell'esperienza.
  • Non esiste "piove troppo forte" o "fa troppo freddo" per uscire. Dipende tutto dal vestiario che indossi.
  • Esistono almeno sedici tipi di precipitazioni atmosferiche, dalle minuscole gocce in sospensione alla tempesta di neve, passando da "muro d'acqua" e grandine. Questi fenomeni possono alternarsi in qualunque ordine e in qualunque momento.
  • In mancanza della dote di poter aprire una bottiglia di birra con un oggetto qualunque, un cavatappi è un accessorio indispensabile.
  • Entrando in un qualunque ufficio pubblico, farmacia o dovunque sia prevista una coda, la priorità numero uno è trovare il distributore di numeri per la coda. Probabilmente ci sarà una seconda coda davanti al suddetto apparato.
  • Se uno sconosciuto ti sorride per strada, o è ubriaco, o è straniero, o è pazzo, o tutto quanto insieme.
  • Un party può benissimo cominciare alle due del pomeriggio.
  • Da maggio a settembre, un raggio di sole significa grigliata al parco in maglietta, a prescindere dalla temperatura.
  • "Cosa fai stasera" è un'affermazione inaccettabile, a meno che non sia rivolta ad un amico strettissimo. "Una birra venerdì tra due settimane?" è una richiesta più ragionevole.
  • Cena tra amici = candele, anche a luglio.
  • Carslberg e Tuborg sono le uniche marche di birra. Tutte le birre straniere vengono importate su una nave d'oro dalle vele di seta, un percredì al mese, e vengono vendute di conseguenza ad un prezzo che possa coprire tale spesa.
  • Se ad un certo punto della serata qualcuno inizia ad offrire un giro di Fisk o Gammel Dansk, l'unica speranza di non svegliarsi il giorno dopo al calare del sole con un mal di testa assurdo è fuggire senza voltarsi.
  • Per fare un sandwich non servono due fette di pane, basta quella di sotto. Anzi, viene meglio.
E in particolar modo per quanto riguarda il traffico sulle due ruote:
  • Un lettore MP3 è indispensabile mentre si viaggia in bicicletta. Se non ce l'hai verrai multato. Indossando cuffie particolarmente vistose e ingombranti si possono ottenere sconti nei vari bike shop.
  • Immettendosi nella pista ciclabile, guarda fisso negli occhi i ciclisti che sopraggiungono, poi immettiti comunque. Sono grandi abbastanza da evitarti, e i freni li hanno inventati per un motivo.
  • Giallo al semaforo non è un segnale, è una sfida.
  • Rosso al semaforo significa fermati solo e soltanto se il numero di automobili che sopraggiungono non ti permette di attraversare l'incrocio e vivere per raccontarlo.
  • Hai il diritto di rompere lo specchietto di qualsiasi autovettura parcheggiata anche parzialmente sulla pista ciclabile.
  • Sfoga le tue frustrazioni sui pedoni che inavvertitamente camminano sulla pista ciclabile o accennano incautamente l'attraversamento senza aver prima accertato che non sopraggiunga nessun missile su due ruote.

Friday, 3 February 2012

Acclimatarsi

Rapido aggiornamento di ciò che di bello accade a Copenhagen e di ciò che invece... così così. Banale scusa per lamentarsi del clima.
Thumbs up.
- Copenhagen Winter Jazz Festival, se avessi il coraggio di affrontare il gelo.
- Nordic Game Jam, e il secondo posto nella board game track acchiappato quest'anno!
- Pancake, succo d'arancia e æbleskiver.
- La catena della bicicletta oliata di fresco.
Thumbs down.
- In questo istante ci sono -8 gradi e un vento che taglia.
- Conseguenza, mi tappo in casa e spendo un ridicolo ammontare di ore giocando a Skyrim.

Devo comprare burro, uova e dentifricio. Ma fa davvero troppo freddo.

Monday, 24 October 2011

Di biciclette e altri diabolici marchingegni

Titolo dei quotidiani nazionali: oggi un'automobilista danese mi ha fatto il dito medio!!!
O.o

L'apostrofo è intenzionale: trattasi infatti di una signora di mezz'età, ovviamente bionda, su una vecchia ford verde, che non ho meglio inquadrato perché troppo impegnato a riprendermi dalla sorpresa.

Stavo tranquillamente tornando dal supermercato sulla mia bicicletta - ebbene sì, ho infine effettuato l'acquisto. Ah, apriamo subito una parentesi.

Tattica comune per lo studente medio squattrinato è cercare una bicicletta mezza sfasciata lasciata abbandonata a marcire da qualche parte, magari incidentata o con le gomme a terra (e credetemi, la città ne è piena) e cercare di riattarla in qualche modo. Bé, lasciando perdere il catorcio di cui parlai qui, ne trovai un'altra qualche tempo fa, in condizioni più che decenti: cambio funzionante, freni, sellino decente, leggera e dal telaio apparentemente robusto. Unici problemi, entrambe le gomme a terra, e la catena rotta. Dopo aver bestemmiato per un buon fine settimana cercando di aprire la catena di un'altra bicicletta in disuso appartenente al mio coinquilino, appurato che occorre un apposito marchingeno per compiere tale operazione, il lunedì mi recai di buonumore in uno delle centinaia di bike shop in giro per la città.

Bé, sentite un po'. Catena nuova più pneumatici per riattare un catorcio, 500 corone. Bici di seconda mano,, fiammante, 800. C'è un ottimo motivo per il quale la gente molla la bici per strada non appena si rompe qualcosa!

Ah, dato che siamo in tema consigli per gli acquisti, serve un lucchetto: ma non parlo di una catenina del cazzo qualsiasi, prendetene uno robusto! Tempo tre settimane e il mio giace distrutto sulla scrivania, vittima di un tentativo di taglio e della distruzione della serratura (che fortunatamente sono riuscito ad aprire con la chiave, sennò sai le bestemmie). Diciamo che dalle 250 corone in su dovreste stare tranquilli. Sì, sono trenta euro di lucchetto, ma sono soldi ben spesi.

E le luci. Sappiate che se vi beccano in giro la sera senza luci vi multano, (a meno che non siate tedesche biondissime dal sorriso smagliante come una mia compagna di corso che se l'è cavata dicendo di essere straniera). Nei supermercati e nei bike shop troverete questo genere di luci, veramente a buon mercato.

Bé, sfanculatele! In un mese ne ho comprati due paia, e ad ora e funziona una su quattro (in realtà il secondo paio me lo sono fatto dare, perché il primo ha smesso di funzionare dopo DUE giorni DUE). Spendete un po' di più, magari andate sui modelli con le pile stilo (che sono anche più facili da cambiare).

Bé, chiusa la lunghissima parentesi. Mi sono quasi dimenticato cosa stavo per dire. Scroll scroll. Ah già, il dito medio. Bé, ero sulla mia brava pista ciclabile, pensando ai fatti miei. Arrivo ad un incrocio, quasi non mi accorgo nemmeno della macchina verde che vuole svoltare a destra e si ferma nel caso io voglia procedere dritto. Bé, segnalo la svolta a destra, e viaggio. Dopo almeno trenta secondi questa bionda signora mi sorpassa strombazzando, sventolando rabbiosamente il dito medio con espressione indignata. Roba forte, veramente punk. Anarchy in the UK. Non so se ridere per ripresa ridicola del mezzo, per il tono comico della scena in generale, o perché pare che finalmente ho avuto la prova che l'ora di punta è stressante anche per la gente di qui! Insomma, lezione del giorno, segnalare in anticipo e con ampi gesti la direzione mentre si viaggia in bicicletta.

Parentesi due, il trasloco è andato molto bene, mi trovo al settimo piano di un dormitorio in una stanza di circa 15mq con un bagno tutto mio e una vista niente male :)

Tuesday, 10 May 2011

La mascotte che non ti aspetti

Ormai me lo sogno anche di notte, tanto è popolare da queste parti. Quale pensate possa essere l'animale nazionale di Danimarca?
Il salmone? Nah, quello è tutto in Norvegia.
Il tricheco delle Svalbard? Mah, forse sarebbe meglio.
Il maiale? Beh, è una buona risposta, considerato che la Danimarca è il paese con il più alto tasso di maiali pro capite al mondo. Ma non è del maiale che voglio parlare.

La risposta esatta è:




E' lui, l'animaletto più simpatico e spensierato del pianeta! (Grazie Anchel per la foto del tipico ragnetto danese!) Vive e prospera in ogni condizione e, non appena sbuca un raggio di sole in terra scandinava, lui mette fuori testolina e zampine e parte alla conquista del mondo! In particolare di casa nostra, dato che per un certo periodo ne ammazzavo almeno uno al giorno! Ora sembra che in qualche modo siamo giunti ad un armistizio, anche se non ho preso parte ad alcuna contrattazione ufficiale... sospetto che le perdite subite dallo spider-battaglione per mano mia abbiano spinto qualche alto grado della scala militare a prendere provvedimenti unilaterali... ma non mi fido di queste bestie, sono troppo dannatamente scaltre. Dicevo all'inizio del post, stanotte ho sognato di trovare un ragno GIGANTESCO penzolare beato sopra il tavolo della cucina. Sospetto che sia una strategia alla Inception ideata dai ragni di casa mia. O forse è semplicemente perché sabato scorso non ho avuto il coraggio di ammazzarne uno che era davvero troppo fottutamente grosso, e l'ho codardamente eliminato con l'aspirapolvere.

Monday, 28 March 2011

Pedala pedala...

Chiusa la breve e tiepida parentesi in Italia, ho notato con piacere che la Scandinavia mi ha riservato un ritorno altrettanto soleggiato. Purtroppo le differenze stanno nei 10 gradi di meno e nel vento perennemente freddo, percettibili anche con un sole sfavillante :(

Domenica io e un coinquilino si parte con le rispettive biciclette per approfittare del sole, direzione sud, giretto intorno all'aeroporto e ritorno, 15km più o meno. Precisazione necessaria: la "mia" bicicletta non è propriamente mia. Il coinquilino tedesco l'ha trovata sdraiata per strada sulla via del metrò per due giorni di fila, quindi ha ben pensato di raccoglierla e portarla a casa. Il mezzo è carino ma presentava un paio di problemi, perciò mi sono adoperato per rimetterlo degnamente in pista.

E che ci vuole, penserete. Ha ha. Quello che non sapete è che la bicicletta danese è assai diversa da quella a cui siamo abituati. Anzitutto il freno. Per frenare non c'è una leva, ma occorre agire sui pedali al contrario: questi si bloccheranno e un meccanismo oscuro sito nel perno frenerà la ruota posteriore.
In secondo luogo, il cambio. Non si tratta del solito meccanismo che fa slittare la catena su diverse corone, nossignore. Si tratta di un dispositivo che agisce sempre sul perno della ruota posteriore. Non chiedetemi dettagli, so solo che la testa del cambio spinge una specie di barretta metallica all'interno del perno: più la barretta è a fondo, più il cambio è duro.

Insomma, questo è il risultato dei miei sforzi.
Problemi PRIMA:
- cambio rotto, bloccato su un rapporto bassissimo (pedalate a 5000RPM per avanzare);
- ruota posteriore a terra;
Problemi DOPO:
- cambio ora bloccato su un rapporto umanamente accettabile, ma dotato di volontà propria (ogni tanto scala e risale un po' come vuole);
- freno inspiegabilmente auto-upgradato a livelli MOTOCICLISTICI, una frenata appena appena decisa produce un sonoro *CLANG e blocca completamente la ruota posteriore.

Dicevamo, domenica. Dato che non ho mai preso la bicicletta per arrivare più in là della stazione del metrò ho pensato di fare un collaudo.
Responso: il cambio salta in su e in giù come la Gazza Ladra di Rossini e ogni volta che devo toccare il freno sono terrorizzato all'idea di inchiodarmi sul posto. Al primo sottopassaggio con curva stretta è terrore puro. Dopo aver cominciato il giro dell'aeroporto sono costretto a deporre le armi: la fida bicicletta rimane affascinata dallo spettacolo dei velivoli che ci atterrano in testa e decide di bloccarsi sul cambio più basso possibile.

Rientro mogio mogio alla base trascinandomi appresso il catorcio. Penso di dovermi attrezzare meglio per la primavera.

Thursday, 23 September 2010

Io adoro Christiania

Adoro Christiania, ogni volta che ci vado la adoro di più. Se vi trovate da queste parti andateci, finché potete: non so se durerà in eterno. (Una breve storia la trovate QUA). E non abbiate schifo dell'apparente degrado, perché oltre ai fattoni e a qualche altro individuo forse discutibile ci troverete una marea di studenti, soprattutto internazionali.
Stasera a Christiania mi sono preso una birra, ho cenato con un piatto vegetariano, e poi un'altra birra in un locale con un pianista e un trombettista jazz, il TUTTO per 50 corone.
Stiamo pensando di farne un appuntamento fisso per il giovedì. :D

Saturday, 18 September 2010

Ma che succede il venerdì?

Pensate al danese medio, riservato e rispettoso delle regole, sobrio e morigerato. E ora rivoltatelo come un calzino, perché il venerdì c'è un'ottima possibilità che quell'uomo sia ubriaco ad un orario ridicolo, specialmente se è uno studente.
Il bar dell'università (il mitico ScrollBAR) apre alle 3 del pomeriggio, perciò non c'è da stupirsi se alle 4 si trovano già studenti che barcollano e cantano nell'atrio. Ma al di là dell'ambiente universitario, dappertutto si vede gente ubriaca, nelle strade, nei locali.
Ieri sera ho visitato un posto fantastico, anzi due. Premessa: la destinazione per la serata era un party gigantesco all'interno di una biblioteca. Purtroppo dati gli orari assurdamente danesi della festa (inizio 8:30 - fine 12:30) e dato che non abbiamo voluto rinunciare al nostro barbecue, quando siamo arrivati il posto era pieno come un uovo e non era più possibile entrare.
Quindi, ripiegando verso Nyhavn, ci siamo infilati in un pub super-caratteristico, di quelli a livello della strada che per entrare si scende praticamente in cantina. Eccolo qua.


Visualizzazione ingrandita della mappa

All'interno un biliardo, fumo di sigari e sigarette, soffitto e pareti in legno letteralmente coperti da una moltitudine di cavatappi di tutte le forme e dimensioni, e birra a 20 corone. L'atmosfera del posto ci è piaciuta così tanto che siamo rimasti per quasi due ore, praticamente occupandolo.
Poi ci siamo diretti verso Christiania, il quartiere hippie della città, e... bé, non saprei cosa dire. Ci siamo ritrovati in una specie di mondo a parte, un angolo della città tra casermoni e vicoli che sembrava un parco giochi, illuminato solo dai fuochi nei bidoni, disseminato di banchetti per la vendita di roba divertente. Siamo finiti in un posto che sembrava un bar sulla spiaggia (mancava invero solo la spiaggia), con un dj che sparava musica e birra a 20 corone pure qua.

Tuesday, 31 August 2010

Useful tips

Ok, credo di avere 3 utilissime dritte per un qualsiasi turista, backpacker and so on, che voglia risparmiare qualche soldo ed evitare di trovarsi fregato, affamato e stanco nel mezzo del nulla qui a Copenhagen.
- 1: guardarsi intorno. Una birra può venire a costare anche 8 euro. Ma nei posti giusti, si può pagare meno di 3 euro. Chiedere, guardarsi intorno, chiedere ancora.
- 2: cenare presto! Ore 8 di sera, centro commerciale; non solo i negozi stavano chiudendo, ma anche tutti i ristoranti. Io e i poveri amici spagnoli non potevamo crederci. Abbiamo raccattato gli avanzi della giornata da un KFC e ci siamo comunque nutriti in qualche modo.
- 3: spiccioli sempre con sé! Questo suggerimento è essenziale se non avete una carta di credito e dovete viaggiare sui mezzi pubblici. Le macchinette infernali infatti non accettano le banconote e se vi ritrovate in stazione a tarda ora e non avete spiccioli siete grossomodo fottuti. Fortunatamente il sottoscritto ha trovato una palestra ancora aperta in cui cambiare le maledette 100 corone.

Tuesday, 27 July 2010

2800DKK/mese - camera in affitto Frederiksberg, Copenhagen, aka lo scam del secolo

- update: potresti essere arrivato da Google cercando una camera in affitto a Copenhagen. Non ho mai pensato che il titolo del post potesse essere ingannevole, finché non ho guardato per sbaglio le origini del traffico del blog. Non ho camere in affitto, mi spiace. Ma ho passato quello che stai passando tu. Buona fortuna di cuore.
 
Organizzare in modo decente una semplice vacanza è da sempre un'impresa al di là delle mie forze, di fronte alla quale la mia capacità di pianificazione viene puntualmente avvilita da una qualche dimenticanza grossolana o da un semplice imprevisto. Immagina ora, caro lettore, quale fase di instabilità pressoché totale io stia attraversando sapendo che per i prossimi due anni vivrò a 1.500 km da casa mia.

Detto questo, avrò pietà e non starò ad annoiarti descrivendoti il quadro dei miei sconvolgimenti emotivi, l'incertezza e le mille cose da fare che mi rimangono. Vorrei semplicemente introdurre il Punto Fondamentale dal quale chiunque dovrebbe iniziare non appena deciso di partire per Copenhagen (o Copenaghen, all'italiana), il primo ostacolo danish che mi si è parato dinanzi: l'incubo del finding accomodation, ossia l'alloggio.

Prendiamo come caso studio il neo-studente Alfa .
Costui, tutto contento, ha appena ricevuto la sua lettera di ammissione e inizia ad organizzare il suo trasferimento. Si reca sul sito web dell'università, alla voce "finding accomodation", dove campeggiano una serie di messaggi chiari, rassicuranti e positivi.
It's difficult to find accomodation in Copenhagen. [...] We recommend that you start searching for accommodation as soon as you have been accepted as a student at the IT University. [...] Student residence halls generally have long waiting lists, so we recommend that you start looking for a room as soon as you receive your letter of admission.
(E' difficile trovare alloggio a Copenhagen. Raccomandiamo di iniziare a cercare non appena ricevuta la lettera di ammissione. Le case studente in genere hanno lunghe liste d'attesa, perciò raccomandiamo di cercare una camera non appena ricevuta la lettera di ammissione)


Alfa legge queste informazioni, deglutisce una volta a vuoto, ma dopo qualche istante si ricompone e si getta fiducioso nella cerca. E' conscio che il tempo è elemento determinante, ma rilassato ed ottimista sapendo di avere 4 mesi e rotti di tempo.

Bene. Ora stavo pensando di scrivere all'università per modificare i messaggi sopracitati come segue.
Finding accomodation in Copenhagen is hard as hell. [...] Please be aware that from now on you will spend your evenings lurking Danish "lejebolig" sites, searching, writing tons of e-mail without receiving many answers. You know, you should have started searching months ago. [...]
It's almost impossible to find accomodation in a student residence hall, unless you apply 6 months before receiving your letter of admission. Bloody waiting lists starts from 6 months up to 2 years.


Questo renderebbe un po' meglio l'idea e confido che il senso delle modifiche sia sufficientemente chiaro anche ai non anglofoni.
Infatti, dopo due mesi di infruttuose ricerce, Alfa è un povero diavolo con la pressione minima a 160. Sul lavoro non rende più quasi nulla, controlla ogni notifica e-mail con il cuore in gola, scagliando maledizioni a destra e a manca non appena appurato che si tratta di semplice spam o di newsletter che non ricordava di aver sottoscritto.
A un certo punto della sua cerca, Alfa si imbatte in un curioso soggetto (Beta) che risponde alla sua e-mail in un inglese quantomeno dubbio.
Speranzoso e stressato, non ci fa molto caso. Lo scambio più o meno è questo:
(Beta): "Ciao Alfa, grazie per risposto alla mia mail. L'appartamento si trova in... arredamento... deposito... bla bla bla. Se sei interessato contattami così possiamo procedere così perché nemmeno io sono in Frederiksberg così posso mandarti via mail tutti i dettagli. Allegate trovi le foto dell'appartamento."
(Alfa): "Ciao Beta, grazie delle informazioni, sono molto interessato, fammi sapere quando tornerai a Frederiksberg così potremo discutere i dettagli."
(Beta): "Bé mi dispiace ma sono all'estero, non sarò disponibile per mostrarti l'appartamento, per questo ti ho mandato le foto, così puoi decidere se affitterai o no."
(Alfa): "Oh capisco. Bé, non c'è problema. Solo, questo mi fa pensare... come faremo a firmare il contratto, e come avrò le chiavi se non sarai in città?"
(Beta): "Tranquillo Alfa, ti manderò il contratto via mail, firmalo e io te lo rimanderò firmato. Una volta che avrai trasferito il deposito e il primo mese d'affitto ti farò spedire le chiavi."
Acché Alfa, già ansioso di suo, sente che qualcosa non va. Decide di mettersi sulla difensiva e risponde chiedendo l'invio di una copia cartacea del contratto, aspettando l'evolversi della situazione.
Nel frattempo, Alfa riceve da un terzo soggetto (Gamma, con un nome messicano lungo un metro) una mail del genere:
(Gamma): "Grazie della tua mail è mia felicità leggere da te. Sono Pastor Don Gamma y Delta Lambda de Epsilon, il proprietario. Attualmente sono con la mia famiglia partito negli Stati Uniti per lavoro. L'appartamento bla bla bla... prego sappi che sono un uomo onesto e dò la mia parola che tengo molto alla mia casa, bla bla bla. Perdipiù, ho fatto una crociata ("crusade" ha scritto, giuro) in Africa, perciò vorresti contattare mia moglie che è a casa con le chiavi (ma non eravate in America?). Prego sappi che è sorda, perciò l'e-mail è l'unico modo per comunicare. Prego avviso speciale: prego sappi che non c'è nessuno per mostrarti la stanza, dovremo mandarti le chiavi via UPS. Il pagamento è richiesto. Se questo è ok per te, prego contatta mia moglie. Grazie."
Passano poche ore e Beta completa la scenetta con il gran finale.
(Beta): "Quindi, ti allego il contratto e una fotocopia del mio ID. Leggi il contratto attentamente e rimandamelo indietro correggendo gli errori, se ne faccio (!!!). Dopo averlo letto. Dovrai mandarmi il pagamento in UK via Western Union.........."

Perciò correggiamo uno dei sopracitati messaggi facendo una piccola aggiunta, come segue:
Please be aware that from now on you will spend your evenings lurking Danish "lejebolig" sites, searching, writing tons of e-mail without receiving many answers, and trying to avoid spammers and scammers traps.

Quando avrò un ritaglio di tempo vi dirò come alla fine sia riuscito a trovare una stanza nonostante queste incredibili trappole...