Oggi abbiamo avuto un'ospite interessante, Celia Pearce. Un'altra ottima occasione di contatto con il mondo dell'indie gaming, un'altra discreta collezione di giochi da provare: questa pagina, soggetto della discussione di stamani, è una discreta miniera. Ma come in tutte le miniere va esplorata a fondo, e bisogna filtrare lo scarto. Già, perché c'è qualcosa del discorso di Celia di oggi che proprio non mi ha convinto, e che vedo riflesso in molti di questi giochi. E' questa ricerca spasmodica dell'alternativa, una ricerca che procede annaspando nel buio, a tentativi - si tratta pur sempre di un campo di studi decisamente giovane, accademicamente parlando - e che talvolta produce risultati che, purtroppo, riflettono in tutto e per tutto il metodo dal quale sono partoriti.
E' vero, spesso e volentieri ci ritroviamo a giocare a titoli che non portano nulla di nuovo, se non la patina. Quante volte abbiamo giocato Half Life, anche se sulla scatola del gioco c'era un nome diverso e non ci trovavamo a Black Mesa? Ma avrei una domanda: chi ha deciso che questo è sbagliato?
Non solo. Fare innovazione non è semplice come sembra. Porto due esempi.
Auditorium è il primo. L'impatto per me è stato notevole, ma dopo aver giocato qualche livello ci si accorge che... bé, non è nulla di nuovo. E' un puzzle, ed è del tutto simile ad un altro gioco che ora non riesco a ricordare, in cui l'obiettivo era estrarre gas da alcuni pianeti sparandolo verso certi collettori usando vortici gravitazionali. Il fatto che la canzone si componga dinamicamente? Non è una meccanica. Si può giocare ad Auditorium anche con le casse spente.
B.U.T.T.O.N. è il secondo. Ora, quando vedono il video sulla pagina di presentazione del gioco, tutti ridono. Io rimango perplesso, non capisco. Questi ragazzi hanno coraggio da vendere: vogliono spostare il centro dell'attenzione dalla macchina ai giocatori. Lodevole. Ma allora, perché diavolo usare una macchina? Abbiamo davvero bisogno di tutti quei cavi e controller per giocare a twister? La console la possiamo anche spegnere, di tanto in tanto.
Etichettando come frutto dell'innocenza una frase che mi ha fatto accapponare la pelle ("Io non ho trovato Quake divertente. Chi ha deciso che Quake è divertente? Perché il mercato deve imporci cos'è divertente?"), la provocazione che Celia ha lanciato mi ha dato da pensare. E anche se Quake è stato ben lungi dall'essere imposto, in fondo sono d'accordo. Ciò che è divertente per me può non esserlo per qualcun altro. Quindi può darsi che BUTTON sia un gioco meraviglioso, e tutto quanto ho scritto sopra sia spazzatura. Perciò forse è meglio che interrompa questo flusso di coscienza e me ne vada a dormire, e a meditarci un po' su. Notte a tutti.
Tuesday, 16 November 2010
Gli estremisti dell'indie
Sunday, 14 November 2010
Hygge! You're doin' it wrong!
Un concetto del quale i danesi vanno assai fieri, è l'hygge. Che si potrebbe tradurre in inglese con "coziness", in italiano non ne ho idea - Google mi suggerisce "comodità"... Google non ha capito nulla dell'hygge.
E' in ogni caso un concetto abbastanza semplice, ma guai a dirlo ai danesi (provate a leggervi questa pagina!). Ora non so voi, ma io lo associo immediatamente con l'inverno. Che vuoi fare quando hai 5 ore di luce, fa un freddo becco, tira un vento bestia e presumibilmente piove/nevica. E se entri nel pub sbagliato ti spillano 8 euro per una birra. Hygge! Si tratta fondamentalmente di... starsene comodi a casina con amici a mangiare e bere. Aha, furbi sti danesi! Comunque, in occasione del compleanno di uno degli inquilini, ieri sera ci abbiamo provato. Lasagne, musica, qualche amico.
Stamattina:


Mal di testa. E avevamo appena pulito tutto! Al diavolo l'hygge!!!
E' in ogni caso un concetto abbastanza semplice, ma guai a dirlo ai danesi (provate a leggervi questa pagina!). Ora non so voi, ma io lo associo immediatamente con l'inverno. Che vuoi fare quando hai 5 ore di luce, fa un freddo becco, tira un vento bestia e presumibilmente piove/nevica. E se entri nel pub sbagliato ti spillano 8 euro per una birra. Hygge! Si tratta fondamentalmente di... starsene comodi a casina con amici a mangiare e bere. Aha, furbi sti danesi! Comunque, in occasione del compleanno di uno degli inquilini, ieri sera ci abbiamo provato. Lasagne, musica, qualche amico.
Stamattina:
Mal di testa. E avevamo appena pulito tutto! Al diavolo l'hygge!!!
Wednesday, 10 November 2010
Off topic
Da qualche giorno sono triste. L'università non c'entra nulla. Quello che sta succedendo nella mia città in questi giorni è terrificante. Qui e qui.
Non solo mi fa veramente schifo quello che sta succedendo. Mi fa ancora più schifo chi li etichetta immediatamente come "ricattatori", "fannulloni dei centri sociali", chi dice "manganellate", chi non si accorge di cosa sta succedendo e vorrebbe semplicemente che tutto questo sparisse. A questo punto spero che il vostro sogno si avveri. Spero che un giorno vi tolgano qualcosa, qualcosa di veramente importante, e qualcuno come voi vi tolga la voce per protestare. E vi riduca al silenzio così, gridando "carica", magari spaccandovi la testa, o spaccandola ad uno dei vostri figli. Che bel Paese che sarebbe, allora! Che schifo. Questo non è il mio Paese, questa non è la mia città. Divertitevi senza di me, se quel giorno arriverà.
Non solo mi fa veramente schifo quello che sta succedendo. Mi fa ancora più schifo chi li etichetta immediatamente come "ricattatori", "fannulloni dei centri sociali", chi dice "manganellate", chi non si accorge di cosa sta succedendo e vorrebbe semplicemente che tutto questo sparisse. A questo punto spero che il vostro sogno si avveri. Spero che un giorno vi tolgano qualcosa, qualcosa di veramente importante, e qualcuno come voi vi tolga la voce per protestare. E vi riduca al silenzio così, gridando "carica", magari spaccandovi la testa, o spaccandola ad uno dei vostri figli. Che bel Paese che sarebbe, allora! Che schifo. Questo non è il mio Paese, questa non è la mia città. Divertitevi senza di me, se quel giorno arriverà.
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