Sunday, 31 October 2010

Videodocumentazione

Mi ripromettevo di farlo da qualche tempo, ma meglio tardi che mai! Ho due video divertentissimi da mostrare che dimostrano chiaramente quanto i danesi siano una genia completamente folle.

Kamelåså è la parola chiave quando non sapete cosa dire! Questo video è un urlo di denuncia all'assurda complessità della lingua danese.




Quest'altro video invece ci è stato mostrato direttamente in università nel tentativo di terrorizzarci a morte per l'ennesima volta sulle conseguenze del cheating... infatti non riesco nemmeno a ricordare il numero esatto di persone che ci hanno profusamente illustrato l'argomento con tanto di esempi...



Enjoy!

Friday, 22 October 2010

Life of a Coder - V 0.4

Further update! Added some more polish, sounds effects and funny events happening while coding.
Still no results with py2exe, so Win users please download Python. I've included 2 different scripts, so you can choose between Python 2.6 and 3.1. Pygame 1.9.1 required.
Download Python here
Download PyGame here



Disclaimer: the source code is awful and I know it. Both because the deadline was kind of strict and because this is my first time with PyGame. So don't say "the source code is crap" because I know! I will eventually add something when I get bored, but the structure of the code will remain the same.

Enjoy, and don't get drunk too often! :)
Life of a Coder 0.4

Tuesday, 12 October 2010

Life of a Coder - V 0.1

Ok, for the sake of humanity, this post will be in English.
This is the pre-alpha version of my personal game. Still some mechanics are missing, but I feel it's starting to be playable. Feel free to comment, also saying the most horrible things about it... All in all, as my Game Design teacher always says, the first games we make should be interesting failures.
Please note: as my efforts to get py2exe and cx_freeze to work on my code are not producing any concrete result, unfortunately this is not an executable but a Python script. It requires either Python 3.1 or 2.6 (SHOULD run on both) and PyGame 1.9.1 (can be found here).



Enjoy, playtest and comment!

Monday, 27 September 2010

Siete hardcore? Volete un gioco difficile?

La frequenza dei miei post sta aumentando. Non so se esserne contento, per ovvie ragioni, o preoccupato, perché dovrei spendere il mio tempo in maniera più produttiva. Infatti ho ancora un articolo da leggere per domani, ma ora come ora non me ne preoccupo, dopotutto la notte è ancora giovane.
Approfitto di questo post per fare un annuncio: (*rullo di tamburi) dato che entro il 26 ottobre è previsto che ognuno degli iscritti al corso di Game Design presenti il prototipo di un gioco sviluppato personalmente, (*colpo di piatti) annuncio la nascita della... ehm. Bé, non ho ancora scelto un nome per etichettare i miei videogames, sta di fatto che avrete un gioco frutto interamente delle mie fatiche, al quale sto già lavorando. E magari anche qualche insight sul processo di design. Contenti?

Passiamo al tema del post: si parla ancora di indie games. In particolare di un ragazzo con del talento, tale Mark Essen, e di una delle sue creazioni: Flywrench. Ebbene, questo è uno dei giochi più difficili che io abbia mai provato. In effetti fino ad oggi credevo fosse il più difficile, finché non ne ho scoperto un altro che tratterò più avanti, al cospetto del quale Flywrench impallidisce.
Gioco dalla grafica a dir poco minimale e dalla colonna sonora più irritante che sia mai stata concepita, in Flywrench vestirete i panni del pilota di una improbabile navetta spaziale e vi farete strada attraverso labirinti che rappresentano improbabili stazioni spaziali. Scordatevi razzi e ammenicoli vari, per rimanere in quota dovrete "sbattere le ali" premendo freccia su. La vostra nave è generalmente bianca, ma una volta chiuse le ali diventa rossa. Premendo freccia giù potrete rimbalzare contro le pareti, e la nave diventerà verde. Dovrete essere dello stesso colore delle barriere che vi troverete davanti per poterle oltrepassare indenni. Inutile dire che più avanti nel gioco troverete ostacoli assai più ostici, come barriere mobili e torrette che cercheranno di abbattervi.
Flywrench è un gioco che non perdona. Dovrete pagare un esoso tributo in concentrazione, tempo, dedizione e pazienza prima di poter dominare questa specie di velocissimo puzzle. La frustrazione è in agguato dietro ad ogni livello e se avrete la pazienza di arrivare fino alla fine... bé, sarete gamers rispettabili e potrete pubblicare un bel messaggio sulla vostra bacheca di Facebook.
Parlando di Messhof e di giochi dall'aspetto retrò mi è venuto in mente un altro gioco del quale non avevo intenzione di parlare, ma che dovete assolutamente provare: Dino Run. Un gioco di corsa accattivante, impegnativo quanto basta, ma soprattutto purissimo nella sua semplicità.
Flywrench è un gioco impegnativo. I wanna be the guy non è un gioco: è un insulto al giocatore medio. Gli stessi sviluppatori lo definiscono un "Masocore game". Se pensate di aver giocato tutti i platform possibili ed immaginabili, di aver acquisito un'esperienza imbattibile nelle sale giochi, insomma di essere degli hardcore gamers, scaricatelo e provatelo. Distruggerà la fortezza della vostra autostima in cinque dolorosissimi minuti. Consolatevi: se non riuscite ad andare oltre la seconda schermata significa che potete avere ancora una vita sociale. O almeno è quello che mi sto ripetendo da oggi pomeriggio.
Qui trovate un video del gameplay. Buona fortuna!

Saturday, 25 September 2010

Cursor*10 scolando pasta

Avete mai provato a mettere 4 italiani in una micro-cucina che non conoscono e fargli cucinare pasta per 20 persone? In quell'occasione anche il carattere più mite diventa irritabile come una zitella isterica e il tono di voce si alza esponenzialmente! Perché? Perché bisogna cucinare pasta per dei barbari che hanno mangiato sempre e solo spaghetti scotti, e deve essere fottutamente perfetta. Scherzi a parte, volevo solo sottolineare come l'arte della pasta ci renda tutti fratelli di sangue, nord o sud o isole che sia, più della fede calcistica nella nazionale, e come la nostra arte di arrangiarsi alla fine vinca sempre (sì, ovviamente è stato un successo).

Dato che sono qua ormai da un mese e ho scoperto un sacco di giochi interessanti ho pensato di condividerne uno di tanto in tanto, nuovi o vecchi che siano. Così potrete finalmente lasciare perdere i ridicoli giochini di facebook, dato che il mondo è pieno di giochi molto migliori e che non vogliono i vostri soldi.
Questo in particolare è una perla: Cursor*10.
La prima schermata è geniale, come del resto il gioco. Click stairs and move. The 16th floor is a goal. Cooperate by oneself?! E' tutto qui. 10 cursori e un limite di tempo, scale da cliccare, scatole da aprire e attivatori da premere. Provatelo, e usate la testa! Se raggiungete il sedicesimo piano al primo tentativo, tanto di cappello. Altrimenti lo giocherete e lo rigiocherete finché non sarete in grado di risolverlo. Garantito!
Una volta risolto il puzzle non c'è un vero motivo per tornarci sopra, sebbene il creatore abbia fatto un tentativo inserendo un hi-score. Non è un gioco da provare e riprovare. Il meccanismo di base però, nella sua semplicità, è assolutamente geniale. Esiste anche un seguito (Cursor*10 2nd session) anche se il primo episodio è più accattivante nella purezza del suo gameplay.
Se la meccanica di Cursor*10 vi è piaciuta meccanica scaricatevi anche Ten Second War, non ve ne pentirete.

Thursday, 23 September 2010

Io adoro Christiania

Adoro Christiania, ogni volta che ci vado la adoro di più. Se vi trovate da queste parti andateci, finché potete: non so se durerà in eterno. (Una breve storia la trovate QUA). E non abbiate schifo dell'apparente degrado, perché oltre ai fattoni e a qualche altro individuo forse discutibile ci troverete una marea di studenti, soprattutto internazionali.
Stasera a Christiania mi sono preso una birra, ho cenato con un piatto vegetariano, e poi un'altra birra in un locale con un pianista e un trombettista jazz, il TUTTO per 50 corone.
Stiamo pensando di farne un appuntamento fisso per il giovedì. :D

Saturday, 18 September 2010

Ma che succede il venerdì?

Pensate al danese medio, riservato e rispettoso delle regole, sobrio e morigerato. E ora rivoltatelo come un calzino, perché il venerdì c'è un'ottima possibilità che quell'uomo sia ubriaco ad un orario ridicolo, specialmente se è uno studente.
Il bar dell'università (il mitico ScrollBAR) apre alle 3 del pomeriggio, perciò non c'è da stupirsi se alle 4 si trovano già studenti che barcollano e cantano nell'atrio. Ma al di là dell'ambiente universitario, dappertutto si vede gente ubriaca, nelle strade, nei locali.
Ieri sera ho visitato un posto fantastico, anzi due. Premessa: la destinazione per la serata era un party gigantesco all'interno di una biblioteca. Purtroppo dati gli orari assurdamente danesi della festa (inizio 8:30 - fine 12:30) e dato che non abbiamo voluto rinunciare al nostro barbecue, quando siamo arrivati il posto era pieno come un uovo e non era più possibile entrare.
Quindi, ripiegando verso Nyhavn, ci siamo infilati in un pub super-caratteristico, di quelli a livello della strada che per entrare si scende praticamente in cantina. Eccolo qua.


Visualizzazione ingrandita della mappa

All'interno un biliardo, fumo di sigari e sigarette, soffitto e pareti in legno letteralmente coperti da una moltitudine di cavatappi di tutte le forme e dimensioni, e birra a 20 corone. L'atmosfera del posto ci è piaciuta così tanto che siamo rimasti per quasi due ore, praticamente occupandolo.
Poi ci siamo diretti verso Christiania, il quartiere hippie della città, e... bé, non saprei cosa dire. Ci siamo ritrovati in una specie di mondo a parte, un angolo della città tra casermoni e vicoli che sembrava un parco giochi, illuminato solo dai fuochi nei bidoni, disseminato di banchetti per la vendita di roba divertente. Siamo finiti in un posto che sembrava un bar sulla spiaggia (mancava invero solo la spiaggia), con un dj che sparava musica e birra a 20 corone pure qua.

Tuesday, 7 September 2010

Due cose a caso

Anzitutto volevo mostrare due foto dell'università, dato che ho affermato essere bellissima ma senza portare alcuna prova a riguardo.



La prima mostra l'atrio vestito a festa per la cena di venerdì scorso mentre la seconda è semplicemente uno scorcio esterno. Lo so che non si vede granché ma se volete più foto contattatemi, non ho mica voglia di caricarle tutte sul blog. Non perché sono pigro, ma perché ho un sacco da fare. Infatti non dovrei essere qua a scrivere.

In ogni caso, volevo condividere un episodio tanto piccolo quanto curioso, nonché secondo me significativo.
L'altro giorno sento bussare alla porta dell'appartamento e dato che sono l'unico in casa vado ad aprire. Ebbene, mi trovo davanti 3 bambine danesi, di circa 10 anni e una forse ancora più piccola, con dei biscotti in una scatola di metallo. La più grande inizia a parlare nonostante la mia espressione tipo "mucca guarda passare il treno e non capisce". Esco forzatamente dalla stasi data dalla sorpresa e mugugno un "sorry, I don't understand Danish" cercando di abbozzare un sorriso. Alché, come se nulla fosse, la bimba risponde. "would you like to buy 2 cookies for 5 kroner?"
Mi salva un mio compagno di appartamento che stava sopraggiungendo proprio in quell'istante, al quale urlo "hey, want some homemade cookies?" e gli indico le bimbe. Lui ride e compra i biscotti mentre io mi defilo ancora incredulo.

Ora mi domando, in Italia, non solo se voi lascereste tranquillamente andare in giro vostre figlie vendendo biscotti porta a porta a dei perfetti sconosciuti (e sebbene siamo in periferia e la zona sembri estremamente tranquilla, siamo pur sempre in una capitale). Ma soprattutto se le vostre figlie a dieci anni saprebbero rispondere in inglese ad uno straniero con tanta naturalezza.

Mumble, mumble.

Tuesday, 31 August 2010

Useful tips

Ok, credo di avere 3 utilissime dritte per un qualsiasi turista, backpacker and so on, che voglia risparmiare qualche soldo ed evitare di trovarsi fregato, affamato e stanco nel mezzo del nulla qui a Copenhagen.
- 1: guardarsi intorno. Una birra può venire a costare anche 8 euro. Ma nei posti giusti, si può pagare meno di 3 euro. Chiedere, guardarsi intorno, chiedere ancora.
- 2: cenare presto! Ore 8 di sera, centro commerciale; non solo i negozi stavano chiudendo, ma anche tutti i ristoranti. Io e i poveri amici spagnoli non potevamo crederci. Abbiamo raccattato gli avanzi della giornata da un KFC e ci siamo comunque nutriti in qualche modo.
- 3: spiccioli sempre con sé! Questo suggerimento è essenziale se non avete una carta di credito e dovete viaggiare sui mezzi pubblici. Le macchinette infernali infatti non accettano le banconote e se vi ritrovate in stazione a tarda ora e non avete spiccioli siete grossomodo fottuti. Fortunatamente il sottoscritto ha trovato una palestra ancora aperta in cui cambiare le maledette 100 corone.

Monday, 30 August 2010

First Impact

Non ho ancora girato Copenhagen abbastanza a lungo da avere aneddoti interessanti: dirò solo che qua le piste ciclabili hanno appositi semafori e agli incroci spesso hanno le corsie, per chi vuole svoltare e chi vuole proseguire diritto. Sapete, credo di essermi fatto un'idea sul perché i danesi utilizzino così massicciamente le biciclette, ma la sviscererò più avanti.
E' assai brutto constatare come una frase scontata come "nel Nord Europa sono 10 anni più avanti di noi" si riveli essere implacabilmente vera. Voglio dire, in Italia ho frequentato un'università privata, ma per quanto il dipartimento fosse piccolo, non c'era nulla di nemmeno lontanamente paragonabile a ciò che si trova qui a disposizione di tutti gli studenti danesi ed europei senza dover sganciare un singolo euro. Al di là dell'edificio, nuovissimo (1999): dove mai avete visto un'università alla quale potete accedere 24 ore su 24, 7 giorni su 7 semplicemente strisciando il badge sui lettori magnetici? Con un "game lab", in cui ci saranno 40 pc in LAN con installati alcuni dei videogames più fichi di sempre? Con un bar gestito da studenti volontari, nel quale il venerdì sera trovate il preside di facoltà e i professori che chiacchierano e ridono in mezzo a studenti ubriachi fradici e con i camerieri che ballano sul bancone? Un'università nella quale il tuo primo pomeriggio lo passi facendo giochi da tavolo con i tuoi compagni di corso, mentre vi viene offerta pizza e birra?
Certo. Poi arriva il primo giorno di lezioni, e la prima cosa che ti dicono è “Siete troppi. Dovrete veramente sbattervi e fare qualcosa di speciale, oltre a superare gli esami. Altrimenti non emergerete.” Bé. Non so se essere terrorizzato o entusiasta.

Wednesday, 25 August 2010

Chiudendo la valigia

Non voglio mettermi a fare il sentimentale. Però sono fatto così. Addurrò come scusa l'essere italiano. Questi ultimi giorni sono stati abbastanza particolari e mentre impazzisco per organizzare la valigia in modo che ci stia tutta la mia roba decido di aprire il portatile e scriverlo. Oggi ultima corsa per procurarsi una valigia da bagaglio a mano decente, appurato che il mio zaino ormai non lo è più, dopo 10 anni di onorato servizio. Bé... il mio zaino, la maniglia della porta a cui è appeso, camera mia, il pavimento freddo di casa, il caldo che entra dalle finestre, il mio balcone, il cortile, le voci della mia famiglia. Ho tutto impresso nel cuore e so che mi mancherà.
Domattina si parte.

Tuesday, 17 August 2010

Lisbona

Appena rientrato in Italia, ma l'altra sera si vedevano quasi i pinguini, sarà meglio che inizi ad acclimatarmi se non voglio morire appena atterrato in Danimarca. Il caldo sole del Portogallo è ormai alle spalle.
Piccolo decalogo delle cose da fare per un aspirante lisbonese: ubriacarsi a Bairro Alto nei peggiori bar; un giorno intero in spiaggia a Carcavelos, mangiandosi un super-hamburger della casa al Sombrero per scappare dal sole di mezzogiorno; cena all'all-you-can-eat brasiliano Chimarrao (il giorno dopo non mangiate, garantito... è veramente il mostro finale). Visitare Cascais e i suoi locali all'aperto (provate il baccalà della casa al Duke...). Fare un giro a Campo Pequenho e magari vedersi una corrida (io non ci sono riuscito, ma mi sarebbe piaciuto, anche perché la corrida portoghese non prevede l'uccisione del toro); visitare il castello di S. Jorge; farsi un giro allo Stadio da Luz e al mega centro commerciale vicino (ma per strada, se siete in metro, scendete in Piazza di Spagna e andate ad un chiosco qualsiasi: una birra ghiacciata a 1 euro... e vi fate due o tre giri).
Come unica documentazione allego la foto migliore della città... questa scultura si trova in un piccolo edificio eretto appositamente in una piazza di cui non ricordo il nome.
Chissà quale messaggio vorrà portarci questo saggio cavallo, che scruta l'umanità al riparo della sua maschera da sub...

Wednesday, 28 July 2010

Sola andata

Mini aggiornamento della lista di cose da fare:
- Trovare alloggio
- Prenotare il volo
- Prenotare l'ostello per i primi 6 giorni
- Comprarsi un portatile
- Cambiare piano telefonico
- Procurarsi delle corone per la partenza

Il volo c'è, l'appartamento c'è, l'albergo per la prima settimana c'è. Urgh. Ormai è proprio fatta. Si va a stare in danimarca.

Tuesday, 27 July 2010

2800DKK/mese - camera in affitto Frederiksberg, Copenhagen, aka lo scam del secolo

- update: potresti essere arrivato da Google cercando una camera in affitto a Copenhagen. Non ho mai pensato che il titolo del post potesse essere ingannevole, finché non ho guardato per sbaglio le origini del traffico del blog. Non ho camere in affitto, mi spiace. Ma ho passato quello che stai passando tu. Buona fortuna di cuore.
 
Organizzare in modo decente una semplice vacanza è da sempre un'impresa al di là delle mie forze, di fronte alla quale la mia capacità di pianificazione viene puntualmente avvilita da una qualche dimenticanza grossolana o da un semplice imprevisto. Immagina ora, caro lettore, quale fase di instabilità pressoché totale io stia attraversando sapendo che per i prossimi due anni vivrò a 1.500 km da casa mia.

Detto questo, avrò pietà e non starò ad annoiarti descrivendoti il quadro dei miei sconvolgimenti emotivi, l'incertezza e le mille cose da fare che mi rimangono. Vorrei semplicemente introdurre il Punto Fondamentale dal quale chiunque dovrebbe iniziare non appena deciso di partire per Copenhagen (o Copenaghen, all'italiana), il primo ostacolo danish che mi si è parato dinanzi: l'incubo del finding accomodation, ossia l'alloggio.

Prendiamo come caso studio il neo-studente Alfa .
Costui, tutto contento, ha appena ricevuto la sua lettera di ammissione e inizia ad organizzare il suo trasferimento. Si reca sul sito web dell'università, alla voce "finding accomodation", dove campeggiano una serie di messaggi chiari, rassicuranti e positivi.
It's difficult to find accomodation in Copenhagen. [...] We recommend that you start searching for accommodation as soon as you have been accepted as a student at the IT University. [...] Student residence halls generally have long waiting lists, so we recommend that you start looking for a room as soon as you receive your letter of admission.
(E' difficile trovare alloggio a Copenhagen. Raccomandiamo di iniziare a cercare non appena ricevuta la lettera di ammissione. Le case studente in genere hanno lunghe liste d'attesa, perciò raccomandiamo di cercare una camera non appena ricevuta la lettera di ammissione)


Alfa legge queste informazioni, deglutisce una volta a vuoto, ma dopo qualche istante si ricompone e si getta fiducioso nella cerca. E' conscio che il tempo è elemento determinante, ma rilassato ed ottimista sapendo di avere 4 mesi e rotti di tempo.

Bene. Ora stavo pensando di scrivere all'università per modificare i messaggi sopracitati come segue.
Finding accomodation in Copenhagen is hard as hell. [...] Please be aware that from now on you will spend your evenings lurking Danish "lejebolig" sites, searching, writing tons of e-mail without receiving many answers. You know, you should have started searching months ago. [...]
It's almost impossible to find accomodation in a student residence hall, unless you apply 6 months before receiving your letter of admission. Bloody waiting lists starts from 6 months up to 2 years.


Questo renderebbe un po' meglio l'idea e confido che il senso delle modifiche sia sufficientemente chiaro anche ai non anglofoni.
Infatti, dopo due mesi di infruttuose ricerce, Alfa è un povero diavolo con la pressione minima a 160. Sul lavoro non rende più quasi nulla, controlla ogni notifica e-mail con il cuore in gola, scagliando maledizioni a destra e a manca non appena appurato che si tratta di semplice spam o di newsletter che non ricordava di aver sottoscritto.
A un certo punto della sua cerca, Alfa si imbatte in un curioso soggetto (Beta) che risponde alla sua e-mail in un inglese quantomeno dubbio.
Speranzoso e stressato, non ci fa molto caso. Lo scambio più o meno è questo:
(Beta): "Ciao Alfa, grazie per risposto alla mia mail. L'appartamento si trova in... arredamento... deposito... bla bla bla. Se sei interessato contattami così possiamo procedere così perché nemmeno io sono in Frederiksberg così posso mandarti via mail tutti i dettagli. Allegate trovi le foto dell'appartamento."
(Alfa): "Ciao Beta, grazie delle informazioni, sono molto interessato, fammi sapere quando tornerai a Frederiksberg così potremo discutere i dettagli."
(Beta): "Bé mi dispiace ma sono all'estero, non sarò disponibile per mostrarti l'appartamento, per questo ti ho mandato le foto, così puoi decidere se affitterai o no."
(Alfa): "Oh capisco. Bé, non c'è problema. Solo, questo mi fa pensare... come faremo a firmare il contratto, e come avrò le chiavi se non sarai in città?"
(Beta): "Tranquillo Alfa, ti manderò il contratto via mail, firmalo e io te lo rimanderò firmato. Una volta che avrai trasferito il deposito e il primo mese d'affitto ti farò spedire le chiavi."
Acché Alfa, già ansioso di suo, sente che qualcosa non va. Decide di mettersi sulla difensiva e risponde chiedendo l'invio di una copia cartacea del contratto, aspettando l'evolversi della situazione.
Nel frattempo, Alfa riceve da un terzo soggetto (Gamma, con un nome messicano lungo un metro) una mail del genere:
(Gamma): "Grazie della tua mail è mia felicità leggere da te. Sono Pastor Don Gamma y Delta Lambda de Epsilon, il proprietario. Attualmente sono con la mia famiglia partito negli Stati Uniti per lavoro. L'appartamento bla bla bla... prego sappi che sono un uomo onesto e dò la mia parola che tengo molto alla mia casa, bla bla bla. Perdipiù, ho fatto una crociata ("crusade" ha scritto, giuro) in Africa, perciò vorresti contattare mia moglie che è a casa con le chiavi (ma non eravate in America?). Prego sappi che è sorda, perciò l'e-mail è l'unico modo per comunicare. Prego avviso speciale: prego sappi che non c'è nessuno per mostrarti la stanza, dovremo mandarti le chiavi via UPS. Il pagamento è richiesto. Se questo è ok per te, prego contatta mia moglie. Grazie."
Passano poche ore e Beta completa la scenetta con il gran finale.
(Beta): "Quindi, ti allego il contratto e una fotocopia del mio ID. Leggi il contratto attentamente e rimandamelo indietro correggendo gli errori, se ne faccio (!!!). Dopo averlo letto. Dovrai mandarmi il pagamento in UK via Western Union.........."

Perciò correggiamo uno dei sopracitati messaggi facendo una piccola aggiunta, come segue:
Please be aware that from now on you will spend your evenings lurking Danish "lejebolig" sites, searching, writing tons of e-mail without receiving many answers, and trying to avoid spammers and scammers traps.

Quando avrò un ritaglio di tempo vi dirò come alla fine sia riuscito a trovare una stanza nonostante queste incredibili trappole...